Il lavoro continua. Per quello in campo ci pensa Fonseca, per il resto Dan e Ryan Friedkin sono in primissima fila su qualsiasi questione. E ce ne sono ancora parecchie da sistemare. Quali? Vi diciamo le quattro più o meno impellenti: 1) il manager che dovrà raccogliere l'eredità di Francesco Calvo; 2) la ricerca di uno Sport Data Analyst, figura cui i Friedkin tengono moltissimo; 3) affrontare di petto la questione sponsor; 4) individuare la persona giusta a cui affidare il ruolo di club manager, cioè il dirigente che dovrà essere il filtro tra società e squadra. Come si vede, insomma, la rivoluzione societaria che la nuova proprietà ha cominciato da quando è sbarcata, deve fare ancora parecchia strada.

Considerando che una delle priorità della società è quella di tornare a far salire il fatturato fortemente intaccato dalla mancata partecipazione alla Champions e dalla pandemia (basti pensare all'azzeramento della voce abbonamenti e botteghino) proviamo a fare il punto sulla questione sponsor. Una voce che negli ultimi anni nel bilancio giallorosso è arrivata a sfiorare i trenta milioni di euro.

Da poco come sponsor tecnico è entrata la New Balance che prenderà il posto della Nike, con un contratto inferiore nel fisso garantito, ma con royalties maggiori sul venduto, cosa che dovrebbe perlomeno pareggiare i circa cinque milioni che garantiva il marchio con il baffo. Per il resto, però, per la prossima stagione, a parte gli sponsor minori, di sicuro (a meno di sorprese) c'è il marchio Iqoniq che compare sulla manica della maglia. L'accordo prevede un cash di poco superiore ai tre milioni a stagione fino al 2023. Tra le parti, in tempi recenti, c'è stata qualche frizione (legate ad alcune clausole del contratto) con il rischio di un'interruzione anticipata del contratto. Ora pare che la situazione sia tornata normale, forse anche per il fatto che dalla prossima stagione lo sponsor di manica potrà comparire anche nelle competizioni europee.

Manica a parte, però, il resto è tutto un quiz, visto che sia Qatar (main sponsor) che Hyundai (back sponsor) sono in scadenza il prossimo trenta giugno. Le linee aeree hanno un contratto da tredici milioni di euro, il marchio automobilistico da circa tre milioni e mezzo. Con entrambi i brand, già da qualche settimana è cominciato il confronto per un eventuale prolungamento degli accordi. Le trattative, prima dei saluti, sono state avviate da Francesco Calvo che in questi giorni sta facendo da Cicerone nel mondo Roma all'olandese Van den Doel (ex Adidas) arrivato recentemente in società. Il principale problema da affrontare, come ti sbagli, è il cash.

Del resto, nessuno può ignorare il fatto di come ‘sta maledetta pandemia abbia avuto un impatto devastante sui consumi. Quindi, nello specifico, meno voli aerei e meno auto vendute. Tra le parti si sta trattando su diverse opzioni, compresa quella di un prolungamento anche soltanto annuale. La Roma si è detta disponibile pure a un nuovo accordo pluriennale, puntando su un contratto che possa prevedere, dopo dodici mesi, una revisione del prezzo dell'accordo (inferiore al precedente).

Con Qatar, gli spifferi dicono che ci sarebbero buone probabilità di arrivare alla nuova fumata bianca. Più complesso, al contrario, sarebbe trovare il punto di incontro con Hyundai. Ma non perché il marchio automobilistico non sia rimasto soddisfatto dell'abbinamento in giallorosso, quanto perché su tutta la questione aleggia un altro, prestigioso, marchio automobilistico. Cioè la Toyota che, come sappiamo, è un'azienda che da decenni è vicinissima alla famiglia Friedkin. Da quando la famiglia texana è diventata proprietaria della Roma, il nome Toyota continua a circolare come possibile, probabile sponsor. A noi, però, risulta che, almeno per la prossima stagione, difficilmente ci sarà un ingresso di Toyota come sponsor nella Roma. Per quello che siamo riusciti a sapere, tutto sarebbe rimandato alla successiva stagione, visto che la Fondazione Toyota avrebbe calendarizzato il suo sbarco in Italia nel 2022. C'è peraltro anche da aggiungere che un marchio così globale come quello giapponese, sarebbe interessato a una partnership più impegnativa, come per esempio dare il nome al nuovo stadio (sempre che riparta l'iter per l'impianto giallorosso).

La Roma sta cercando un marchio anche per il cosiddetto training kit, cioè le maglie da allenamento. Fino allo scorso anno compariva Betway, accordo che garantiva oltre tre milioni. Tutto saltato dopo che le Istitutzioni hanno vietato la pubblicità per le agenzie di scommesse. Con Betway, comunque, si starebbe ritrattando per rinnovare l'accordo attraverso il sito dell'azienda, cosa che consentirebbe di rimanere nella legalità. In ballo c'è anche la ricerca di uno sponsor del centro tecnico Fulvio Bernardini, ricerca per la verità che sta andando avanti da tempo senza riuscire a trovare la quadra.

Riguardo, infine, all'individuazione dell'erede di Calvo, c'è da dire che stanno uscendo diversi nomi, tutti non confermati dalla società che, a quanto pare, avrebbe deciso di prendersi un po' di tempo prima di scegliere una figura che viene ritenuta fondamentale per il futuro societario.