Domani su Il Romanista l'intervista esclusiva a Borja Mayoral. L'attaccante spagnolo della Roma in prestito dal Real Madrid ha raccontato il suo rapporto con i colori giallorossi, la sua prima esperienza nel calcio italiano e molto altro. Ecco un estratto delle sue parole. 

Sei arrivato quest'anno alla Roma. Un primo bilancio della tua stagione. Ti aspettavi di giocare così tanto?
"Non troppo perché so che Edin qui è un giocatore molto importante per la Roma e per il calcio italiano. Sapevo che era difficile giocare ma penso di essere un giocatore a cui piace lavorare e allenarsi. Non mi aspettavo di giocare tanto ma finalmente sto giocando e sono molto contento. Con il mister ho un buon rapporto, di grande rispetto".

Qual è il tuo rapporto con Dzeko? C'è una sua dote che vorresti avere, sulla quale puoi migliorare?
"Edin è un calciatore che conoscevo molto bene anche prima di arrivare alla Roma, per me uno dei migliori in circolazione. Poi è il tipo di calciatore che a me piace molto perché non soltanto è un goleador forte in area di rigore, ma anche fuori dall'area partecipa molto alla manovra. La sua abilità nel gioco aereo è qualcosa che posso ancora migliorare, lui lì evidentemente è un giocatore molto forte e dominante. Dal punto di vista umano Edin mi ha sorpreso sin da subito in maniera positiva. Una volta mi ha anche portato a casa sua e ci siamo fermati a parlare di calcio e della squadra. A me piace molto parlare di calcio, soprattutto con persone come Edin che hanno una cultura calcistica".

Lasciare il Real Madrid è una scelta coraggiosa. Perché hai deciso di partire?
"Vengo dal Levante, ho giocato lì due anni e ho pensato di dover giocare in una squadra di livello più alto e per questo ho scelto di venire qui. A Madrid è difficile giocare, ho preferito venire qua a continuare a imparare, a crescere come giocatore nel calcio italiano".

Sei in prestito alla Roma e il Real ha un diritto di recompra. Dove ti vedi tra due anni?
"Penso qui".

Come nasce l'esultanza con la mitraglia?
"Una volta avevo parlato con degli amici di fare un gesto per loro ma per tanto tempo abbiamo parlato di quello che potevo fare. Alla fine ho fatto la mitraglia. Ho visto che anche Batistuta la faceva qui".