Miglior difensore della eFootball Pro e soprattutto capitano della Roma eSports. Queste sono solo due delle possibili descrizioni che si possono dare per presentare Marko "RoksaCzv22" Roksic. Classe 1993, originario di Obrenovac in Serbia, fa parte del team Mkers e da novembre 2020 rappresenta i giallorossi nel mondo degli eSports insieme a Venom, Kepa, Aca e 123stella. Roksa ha deciso di abbracciare il progetto Roma e inseguire questo suo amore per gli eSports, che va di pari passo con quello per il calcio. Crescendo è passato dal difendere la porta con i guantoni a farlo con un joypad, con l'orgoglio di poter indossare la maglia giallorossa.

Chi è Marko "RoksaCzv22" Roksic?
«Mi presento, ho 28 anni e vengo da Obrenovac in Serbia. Da bambino sognavo di diventare un giocatore professionista, ma di calcio. Ho iniziato a sei anni come portiere. Dicevano fossi anche bravo, addirittura promettente, ma devo essere onesto: non amavo allenarmi. Ora gioco in una squadra di quarta categoria in Serbia. Amo giocare a Futsal, dicono che sono il miglior portiere tra i giocatori e il miglior giocatore tra i portieri. Per quanto riguarda l'altra mia grande passione, mi piaceva molto giocare ai videogiochi. Amo quasi tutti i titoli: azione, sport, racing. Ora gioco un po' meno però, da quando è entrata nella mia vita Helena, la mia piccola principessa».

Quando hai iniziato a giocare a Pes e quando hai capito che saresti diventato professionista?
«Gioco a Pes da molto tempo, più di 10 anni. Quando ero bambino non avevo i soldi per comprare le console, così ho iniziato a giocare sul mio computer. Non era la stessa cosa... Diciamo che tutto è iniziato con Pes 17. Il mio primo torneo è stato su Playstation 4 a Belgrado, mio fratello mi ha inviato un link con la news e mi diceva: "Andiamo dai, andiamo". C'erano 55 giocatori tra cui Kepa. Sono arrivato 3° e in quella occasione ho anche sconfitto Stefan (Kepa, ndc) che non perdeva un match offline da quasi 10 anni! A quel punto abbiamo iniziato a giocare molto di più, anche online, migliorando giorno dopo giorno. E ora sono qui, come giocatore pro».

Perché Roma eSports?
«Prima di tutto, la Roma è uno dei migliori club italiani e vanta la collaborazione con una grande squadra come Mkers. Fin dall'inizio ci hanno fatto capire cos'è la Roma e come noi possiamo rappresentarla. È molto bello come, ogni giorno, ci facciano sentire davvero parte integrante del Club. Sono solo un po' triste perché a causa della pandemia non possiamo andare in Italia e vedere la città e conoscere il resto del Club, ma spero che un giorno verremo...».

Che pensi di Kepa, Venom, Aca?
«Sono ragazzi molto bravi e meritano al 100% di essere alla Roma. Conosco Kepa da quasi 4 anni, abbiamo giocato insieme per tre. Abbiamo vinto quasi tutto in Serbia, ma vogliamo di più. Non siamo mai appagati. Ad essere onesti siamo anche grandi rivali: quando giochiamo 1vs1 è sempre una sfida all'ultimo sangue. Ragioniamo da campioni, non contempliamo la sconfitta. Venom invece l'ho conosciuto attraverso i vari tornei. Anche lui è un ottimo giocatore, ma è vecchio, gli ho detto di ritirarsi e diventare allenatore (ride, ndr). Mi ha detto: "Solo dopo aver vinto il titolo". Sono felice che sia con noi. Aca, invece, è un nostro amico del Kosovo. È un ottimo giocatore, di sicuro uno dei migliori in Serbia. Gli parlo tutti i giorni per fargli capire cosa significa essere un gamer dell'AS Roma».

Come ci si sente ad essere il capitano e come è stato deciso che tu fossi il capitano?
«È davvero una bella sensazione e anche un grande onore essere capitano in questo fantastico club. Mi rende orgoglioso e felice. Mi sento pronto. Penso che abbiano deciso per me perché non mi piace perdere, non accetto la sconfitta».

Cosa c'è dietro gli eSports? Di solito vediamo le partite, ma quanto lavoro c'è dietro?
«È un vero e proprio sport, prepariamo le partite in modo simile al calcio reale. Solo che non c'è la corsa! Ci alleniamo quasi ogni giorno, abbiamo una doppia sessione di allenamento, da 1 ora e mezza o 2 ore. Prima del giorno della partita studiamo come giocano gli avversari. Prepariamo la nostra strategia e come gestire i matches».

Cosa pensi dell'idea di molti che credono che il lavoro del giocatore professionista sia solo giocare ai videogiochi?
«Si tratta di un lavoro come tanti altri. È sbagliato pensare sia solo giocare ai videogame e non fare altro nella vita. Ognuno ha anche altri impegni: io, ad esempio, ho una famiglia, una moglie e una bambina. I videogiochi sono solo il mio lavoro, non la mia vita. E siamo dei professionisti. Non tutti possono esserlo. Io vorrei essere pilota ma non so guidare un aereo. Non è facile essere pilota, presidente, medico, avvocato come non è facile essere un gamer».

Gli eSports possono sostituire gli sport o sono qualcosa che crescerà al loro fianco? Sport ed eSports sono nemici o alleati?
«Sport ed eSport sono due cose differenti. Ma l'eSport non sarebbe esistito senza lo sport, per questo li ritengo alleati».

La Roma ha iniziato il suo progetto negli eSports nel 2017. Cosa ne pensi?
«Stanno crescendo molto, grazie anche alla partnership con Mkers. Sono abbastanza sicuro che saranno i migliori in Italia e perché no, anche in Europa».

Il prossimo turno di eFootball Pro è con il Galatasaray. Cosa ti aspetti da questa partita?
«Il Galatasaray è una bella squadra, ora tra l'altro hanno un nuovo giocatore in squadra. Hanno battuto il Celtic nell'ultima partita, quindi sono in buona forma. Ma noi siamo la Roma. Dobbiamo dimostrare a tutti che devono pensare a noi quando parlano di titolo. Siamo forse nuovi in questo torneo, ma sono sicuro che siamo una delle migliori squadre. Per la prima volta siamo favoriti nelle partite e mi aspetto 6 punti, non meno».

Tra i giocatori della Roma ci sono molti che amano i videogiochi. Ti piacerebbe sfidare qualcuno? Se sì chi?
«Mi piacerebbe giocare contro Dzeko o Pellegrini».

Un saluto ai nostri lettori.
«Vi auguro il meglio e spero che questa pandemia finisca presto per poter stare insieme. Daje Roma!».