Torna a vincere in trasferta la Roma dopo il successo dell'epifania di Crotone e sono tre punti pesantissimi per la classifica e per rimanere attaccati al treno della Champions senza far scappare Atalanta e Juventus e riprendendo due punti al Napoli e al Milan. La vittoria è arrivata nel finale, a due minuti dal 90', con un gol di Diawara a chiudere un larghissimo triangolo con Karsdorp la cui posizione è stata attentamente valutata dal Var, dopo la segnalazione con la bandierina alta dell'assistente Galetto: l'esultanza è arrivata così in differita, ma è stata ancor più sentita e liberatoria, dopo un'altra partita giocata all'attacco, soprattutto nel secondo tempo. Prima aveva fatto tutto Spinazzola: gol del vantaggio e autogol del pareggio, su una ripartenza subita addirittura su calcio d'angolo. Ma alla fine è stata premiata la mentalità offensiva della squadra e dell'allenatore che gliel'ha trasmessa e nel finale all'arma bianca è arrivato il graditissimo premio.

Nel primo tempo è stata una lunga, ma noiosa, partita a scacchi, tra due squadre spaventate dalla prospettiva di perdere altro terreno dopo lo stop del turno precedente (brutta sconfitta a Udine per la Fiorentina, il ko della Roma col Milan) e quindi attente più che altro a non scoprirsi che a proporre il loro calcio. I sistemi di gioco non troppo dissimili hanno favorito la composizione di tanti duelli in mezzo al campo, con i tre difensori viola (Milenkovic, Pezzella e Quarta) controllati in prima impostazione dai tre attaccanti romanisti (Borja Mayoral in mezzo, con Pellegrini e Mkhitaryan alle spalle, e Pedro a chiedere animose spiegazioni a Fonseca in un colloquio prepartita sotto l'occhio di fotografi e cameramen), i quinti sui quinti (da una parte Venuti e Igor, poi presto sostituito da Biraghi per un infortunio, dall'altra Peres, preferito a Karsdorp, e Spinazzola), con i tre difensori romanisti (Mancini, Cristante e Kumbulla) poggiati su Vlahovic, Ribery e Castrovilli, più alto del solito nel centrodestra per tenere Amrabat sul lato di Veretout, evidentemente il giocatore più temuto da Prandelli, con Pulgar e Diawara in cabina di regia. Ne è conseguito uno stallo che ha reso brutta la partita e scarsissime le conclusioni verso la porta.

La prima buona uscita dal basso è stata della Roma, al 4', peraltro nata da una curiosa scelta strategica di Pau Lopez che, ricevuto un pallone aperto sulla destra, ha fatto partire l'azione dell'altra parte con un temerario passaggio orizzontale a tagliare tutta l'area di rigore, e poi sviluppata in verticale a sinistra grazie a un tacco liberatorio di Veretout per Spinazzola, con cross lungo sul secondo palo, controcross dell'estremo opposto Peres e tiro finale di Diawara alto. Al 13' Mkhitaryan, insolitamente impreciso, ha provato a mettersi in proprio con una percussione centrale in transizione terminata con un'altra conclusione fuori misura. Subito dopo le squadre si sono fermate ad applaudire la bella immagine di Davide Astori scelta dalla Lega per omaggiare la figura dello compianto difensore scomparso tre anni fa. Al 28' il primo squillo della Fiorentina, su iniziativa di Igor per Ribery che ha servito in verticale Vlahovic, sul sinistro Pau Lopez ha respinto in tuffo. Al 36' un'altra bella ripartenza di Ribery ha tagliato fuori prima Mancini e poi Kumbulla, ma l'assist finale del francese per Castrovilli è stato intercettato dalla bella uscita in tuffo di Lopez, molto efficace tra i pali ma sempre incerto nei rilanci con i piedi. Al 40' un brutto fallo di Igor su Peres è stato ignorato da Calvarese che ha fatto proseguire, e mentre l'azione viola è andata avanti ed è stata poi neutralizzata dalla difesa romanista, i due giocatori sono rimasti a terra finché il gioco non è stato interrotto: e il terzino brasiliano della Fiorentina è stato costretto a lasciare il campo, sostituito da Biraghi, mentre quello della Roma è ripartito dopo un minuto abbondante di cure. A chiudere il tempo un gran destro di Pellegrini respinto in tuffo da Dragowski, mentre Mkhitaryan sulla respinta è stato pizzicato in fuorigioco.

Il secondo tempo è stato messo subito in discesa dalla Roma, con un gran taglio di Spinazzola in area da centro area verso il primo palo, e sul lancio scucchiaiato da Mancini il terzino ha colpito al volo in avvitamento, sorprendendo Dragowski sul suo angoletto. Il gol ha stappato la partita e la Roma poteva subito raddoppiare con una splendida azione aperta da un colpo di tacco di Spinazzola per Veretout, ma con conclusione finale svirgolata da Mkhitaryan. Castrovilli si è fatto male in una rincorsa lunga e al suo posto è entrato l'esangue Kokorin, al 14' Diawara ha scaldato i guantoni di Dragowski, un attimo dopo un contatto in area tra Mayoral e Martinez Quarta, ma Calvarese ha ritenuto troppo lieve il contatto. Sul corner, però, la Roma ha tenuto l'uomo più arretrato tra i dieci giocatori di movimento - Spinazzola - praticamente sulla trequarti avversaria: e nella transizione viola guidata da Ribery, Veretout si è fermato per infortunio muscolare e la Fiorentina ha così rifinito l'attacco in sei uomini contro tre, sullo sviluppo a sinistra Vlahovic ha servito Biraghi che ha calciato forte in area dove Spinazzola, invece di rinviare in equilibrio precario, ha goffamente deviato in porta (terzo autogol dopo Cristante a Bologna e Ibanez a Torino, oltre all'altro di Cristante col Braga).

La Roma si è così riversata in attacco, con subito il cambio offensivo di Pedro per Veretout, e ha rischiato un paio di volte in ripartenza (Ribery al 22', poi uscito smoccolando, Vlahovic al 37'), beccando un giallo costoso per Kumbulla (era diffidato) e mettendo però alle corde i viola, sfiorando il gol con Mayoral ben servito da Pedro, con El Shaarawy (in campo per Mkhitaryan) e con Pellegrini, e bucando infine con Diawara, col giallo del gol prima annullato e poi concesso dal Var per la gioia di Fonseca, primo allenatore della Roma a battere la Fiorentina per quattro volte di seguito. Ma lui cerca altre soddisfazioni.