Tanto fu che alla fine l'elefante partorì il topolino. Perché la giornata di ieri è stata a lunghi tratti convulsa, nel tentativo di recuperare informazioni su quello che sembrava e che a detta di molti sarebbe dovuto essere l'incontro chiave per fare luce sulle sorti del futuro nuovo stadio della Roma. Una giornata degna dei migliori 007, come da tradizione di Dan Friedkin.
Il Presidente giallorosso infatti spiazzando tutti, ed a dispetto delle indiscrezioni che indicavano per buona la data di venerdì prossimo, ha incontrato in gran segreto la sindaca di Roma Virginia Raggi. Un incontro, come detto, annunciato, ma che si è svolto nell'irritualità più completa. Sotto molti punti di vista. Intanto perché appunto segreto. Poi per la tempistica. L'incontro infatti si è svolto nella mattinata, a partire dalle 11 circa, ed è stato reso noto solo nel tardo pomeriggio. Infine per la composizione delle due delegazioni. Per la Roma erano presenti il Presidente, con l'Amministratore Delegato Guido Fienga e il responsabile dei rapporti istituzionali Stefano Scalera. Per il Comune invece la "sola" sindaca Raggi, con alcuni funzionari, tra i più stretti collaboratori della prima cittadina, come il portavoce Teodoro Fulgione, il capo di gabinetto Stefano Castiglione e la vice capo gabinetto Gabriella Acerbi.

Insomma davvero un incontro intimo quello andato in scena negli uffici della Raggi e che ha avuto i contorni di un primo e timido approccio al nuovo stadio. A tutti gli effetti è stata la prima volta in cui il proprietario della Roma e l'amministrazione della città si sono incontrati per parlare di stadio. Ma a detta dei presenti l'argomento principale è stata la scelta della Roma di abbandonare Tor di Valle. Una decisione che la Roma aveva preannunciato e spiegato alla sindaca con una lettera inviata poco prima che il Cda del club la rendesse nota venerdì scorso. E la Roma ieri ha voluto ribadire le ragioni di questa decisione. Che poi si possono riassumere con poche parole: mancanza di fiducia nel proprio socio. Infatti i dirigenti giallorossi hanno indicato nelle difficoltà finanziarie ed operative di Eurnova la ragione principale della rinuncia a Tor di Valle, invitando il Campidoglio a verificarne la fondatezza. Cosa che il Comune ha intenzione di fare, anche per evitare una causa scomoda ed onerosa con la società della famiglia Parnasi. L'incontro di ieri è durato poco più di un'ora e si è concluso con il Presidente Friedkin costretto a lasciare il Campidoglio in anticipo e salutato calorosamente dalla sindaca, che lo ha voluto accompagnare sino all'uscita. Ci sono volute poi alcune ore per concordare un comunicato ufficialmente rilasciato da Roma Capitale. «La sindaca Virginia Raggi ha ricevuto il presidente della As Roma, Dan Friedkin, questa mattina in Campidoglio. Il numero uno della società sportiva – si legge nel comunicato – ha ringraziato il Campidoglio per la rinnovata disponibilità al confronto. L'AS Roma ha ribadito le ragioni che hanno portato alla nota del 26 febbraio 2021 e ha confermato l'interesse per la realizzazione dello "Stadio della Roma", sottolineando la ferma volontà di dare vita ad un impianto moderno, ecosostenibile e integrato con il territorio. In tal senso la società sportiva sta valutando tutte le ipotesi. L'Amministrazione ha preso atto delle delucidazioni fornite, riservandosi una compiuta valutazione, ed ha garantito l'interesse alla realizzazione dello stadio della Roma».

Il Comune quindi approfondirà le ragioni date dalla Roma per la rinuncia al progetto Tor di Valle, ma è disponibile da subito a valutare alternative. Che per la Roma devono avere delle caratteristiche ben precise. L'area deve essere integrata nel tessuto urbano della città, prima della necessità di interventi infrastrutturali di rilievo (o che in caso siano a carico del pubblico e non del privato), meglio ancora se di proprietà del Comune e non di un privato. Un'area che non è stata ancora identificata e che potrebbe anche non essere mai localizzata. Ed a progettare il nuovo stadio vorrebbe essere il padre del vecchio progetto, Dan Meis, che sempre ieri a Siamolaroma.it ha dichiarato di aver incontrato i Friedkin (come anticipato da questo giornale lo scorso 28 ottobre) ed avergli presentato il proprio lavoro. «Ogni proprietario è diverso e il design dovrebbe rappresentare la loro visione unica per il Club - ha detto poi Meis -. Sapevo che qualsiasi proprietario a un certo punto avrebbe perso la pazienza se non avesse sentito il sostegno e la collaborazione delle autorità locali». Ma la proprietà giallorossa è fiduciosa, al punto di aver concluso l'incontro con la Raggi con un appuntamento a stretto giro, con l'obiettivo comune di trovare quest'area entro giugno. In tempo per la campagna elettorale.