MILANO - L'ultimo granello di sabbia nella clessidra del calciomercato è sceso ieri alle 20, almeno per quanto riguarda le operazioni in entrata. Fino al 31 agosto e anche oltre in alcuni Paesi (in Portogallo, ad esempio, si chiude il primo settembre), Monchi avrà tempo per sfoltire una rosa troppo affollata. In questo senso, il direttore sportivo della Roma ha sfruttato la giornata di venerdì per aggiornare in maniera consistente il dossier Maxime Gonalons. 

Dopo le titubanze iniziali, il centrocampista francese ha abbassato il muro innalzato nei confronti del Siviglia al punto che sia dal fronte andaluso, sia dal fronte calciatore sono arrivati nel pomeriggio di ieri segnali improntati all'ottimismo per la cessione in prestito con diritto di riscatto. La probabile mancata convocazione per la gara di domani contro il Torino può rappresentare un'ulteriore spinta verso la via d'uscita, rappresentata al momento dall'ex squadra di Steven Nzonzi. Il dirigente spagnolo e Frederic Massara all'Hotel Meliá di Milano hanno raccolto anche numerosi attestati di stima per Ante Coric e Nicolò Zaniolo. Il centrocampista croato ha sin da subito manifestato la sua voglia di restare alla Roma, mentre per l'ex Inter la pista Chievo - la più concreta di tutte - si è complicata con il passare delle ore, al punto da consigliare a Monchi di lasciare la sede del calciomercato milanese a un'ora e mezza dal "fischio finale". Non prima di aver perfezionato le cessioni dei giovani Alessandro Bordin (al Perugia in prestito con diritto di riscatto) e di Keba (all'Ascoli in presito con riscatto e controriscatto).

La giornata di Monchi

Impegnato giovedì scorso con la conferenza stampa di Nzonzi, il direttore sportivo romanista è arrivato a Milano intorno alle 10.45. Accolto dal suo braccio destro Massara, Monchi ha subito raggiunto la propria stanza, dalla quale è uscito solamente poco dopo le 13, quando si è intrattenuto per alcuni minuti con Pantaleo Corvino, direttore generale dell'area tecnica della Fiorentina. Un colloquio informale che nemmeno per un attimo è stato in grado di autorizzare voli pindarici su Federico Chiesa, sogno di mercato di tutte le big italiane, e non solo.
Dopo altre cinque ore volate via tra incontri e telefonate, il ds ha raggiunto a fatica il taxi che lo ha condotto verso l'aeroporto. Acclamato e richiestissimo per i selfie, ha dispensato sorrisi ai tanti curiosi presenti all'esterno dell'hotel, infiammatisi così tanto solamente per il difensore nerazzurro Sime Vrsaljko, uscito in pantaloncini e infradito dal Meliá, residenza temporanea dei nuovi acquisti dell'Inter, pochi minuti dopo di lui.