Sarà lo Shakhtar Donetsk l'avversario della Roma negli ottavi di finale di Europa League. La gara d'andata si giocherà alle 21 dell'11 marzo allo Stadio Olimpico; una settimana più tardi, il 18, il ritorno in trasferta alle 18.55. Il secondo atto si giocherà allo stadio Olimpico di Kiev: sarà il quarto impianto diverso dove i giallorossi affronteranno lo Shakhtar; nel 2007 la banda Spalletti giocò all'Olimpico di Donetsk, nel 2011 (con Montella in panchina) alla Donbass Arena e nel 2018 al Metalist Stadium di Kharhiv. Dopo il Braga, dunque, l'urna di Nyon riserva a Paulo Fonseca un altro tuffo nel passato, mettendolo di fronte alla squadra che ha allenato dal 2016 al 2019, subito prima di iniziare l'avventura in giallorosso.

«Era destino», dice il tecnico giallorosso ai microfoni di Roma Tv. «Ovviamente ci aspetta un turno molto difficile: conosco bene lo Shakhtar e i suoi giocatori, sono una grande squadra. Mi fa piacere tornare in una casa dove sono stato molto felice, dove ho trascorso tre anni indimenticabili, e di rivedere tutte le persone che ci sono lì. Ora però saranno degli avversari, degli avversari forti: si tratta di una squadra molto difficile da affrontare e dovremo dare il 100% in entrambe le sfide». Del resto, gli ucraini sono una delle "retrocesse" dalla Champions, arrivati terzi nel girone con Inter, Real Madrid e Borussia Moenchengladbach: «Hanno battuto due volte il Real - ricorda Paulo Fonseca - e pareggiato contro l'Inter, che è l'attuale capolista della Serie A. Sarà importante fare una buona partita all'andata, qui a Roma, perché so che è sempre molto difficile giocare in Ucraina».

«Come due finali»

«Con lo Shakhtar ci aspettano due battaglie, due finali, e come tali dovremo affrontarle». Il General Manager giallorosso Tiago Pinto commenta così il sorteggio emerso dall'urna di Nyon: «Sono una squadra molto esperta - le parole al sito ufficiale della Roma - nelle competizioni europee. Hanno un'ottimo allenatore, il portoghese Luis Castro, e un'ottima squadra: non a caso quest'anno hanno battuto due volte il Real Madrid. Sicuramente sarà una sfida importante anche per Paulo Fonseca, dato il suo passato con loro». Il doppio confronto con il Braga ha dato maggiore convinzione: «Stiamo migliorando - prosegue il dirigente romanista - e credo che possiamo avere possibilità di andare avanti. In Europa League, come in campionato, vogliamo ottenere i migliori risultati possibili e cercare di raggiungere le fasi finali». Ma guai ad abbandonarsi ai sogni, ammonisce Pinto: «Più che pensare alla finale di Danzica - conclude - dovremo ragionare di partita in partita, lottando fino in fondo per qualificarci».

«Ritroveremo un amico»

I bei ricordi lasciati da Fonseca allo Shakhtar vengono ribaditi anche da Luis Castro, suo connazionale, ex collaboratore ai tempi del Porto e successore a Donetsk, quando Paulo ha abbracciato il progetto Roma: «Siamo amici - dice il tecnico al sito ufficiale del club ucraino - e abbiamo lavorato insieme anche al Porto. Ma non sarà la sfida tra me e lui, ma tra due squadre che hanno l'obiettivo di andare avanti. Paulo è un grande allenatore e le sue squadre esprimono un calcio di grande qualità, ma abbiamo grandi speranze di riuscire a passare il turno». Di certo non sarà facile: «Saranno due partite molto difficili, ma tutto è possibile. Nelle ultime venti gare in Champions abbiamo affrontato i giganti europei, ottenendo nove vittorie, sei pareggi e cinque sconfitte».
Non nasconde la sua preoccupazione Darijo Srna, attuale direttore sportivo dello Shakhtar ed ex terzino degli ucraini e del Cagliari: «Non ci è andata tanto bene - dice al sito della Uefa - ma è il calcio. Affronteremo un nostro ex allenatore e un mio caro amico, che mi ha allenato e con il quale ho vinto sette trofei. Sarà una sfida molto difficile per noi, ma anche per lui. La Roma vuole tornare in Champions e ed è tra le squadre in corsa per i primi quattro posti in Italia, ma loro avranno degli impegni difficili prima di affrontarci, noi invece no». E ricorda: «La Roma giocherà a porte chiuse, mentre noi avremo i nostri tifosi se le cose continueranno così a Kiev. Questa è una spinta in più».