Si potrebbe fare una battuta che poi tanto una battuta non è e dire che Steven N'Kemboanza Mike Christopher N'Zonzi nelle foto neanche c'entra, per quanto è lungo. In effetti, la sua grandezza, in senso stretto, è la prima cosa che colpisce vedendolo dal vivo e da vicino. «Ammazza che branda!», ha urlato ieri pomeriggio un tifoso a Ciampino, alludendo in romanesco alla sua stazza notevole, quando il francese proveniente da Siviglia con un volo privato è atterrato con un'ora circa di ritardo nello scalo romano, lato Aviazione generale.

«S'annamo a diverti', N'Zonzi, N'Zonzi», hanno cantato i sostenitori giallorossi presenti, oltre che diversi cori da stadio nell'ingannare l'attesa. Un centinaio di tifosi per accoglierlo hanno sfidato quasi un uragano che si è abbattuto sulla parte sud della Capitale ieri proprio nei momenti precedenti le 13,30, l'orario cioè in cui era previsto l'atterraggio del gigante francese (ad attenderlo c'era Massara), quello che ha detto sì alla Roma, dopo che già un anno fa era in quota Juve (qualche sguardo dalla Vecchia Signora gli era stato riservato anche in questa sessione di mercato) e più di recente era stato approcciato da varie squadre di Premier, oltre che dal solito Barcellona. Ma Monchi ha avuto la meglio, lo ha fatto un passo alla volta, non ha voluto rischiare niente (Malcom il segno deve averlo lasciato), neanche nella nottata tra lunedì e martedì, quando sembrava davvero fatta.

Le cifre

Dopo le normali schermaglie iniziali da gioco delle parti in una trattativa importante e dopo la chiusura del mercato inglese (si sa che le sirene là cantano particolarmente bene) c'è stato il ritorno di una fiamma che non si era mai spenta - neanche quando il Siviglia ribadiva che N'Zonzi sarebbe andato via solo alle condizioni da loro poste, cioè pagare la clausola da 35 + 5 di commissione per l'agente papà obbligatoria inclusa: 40 milioni. Si è avvicinato progressivamente al giocatore che aveva "scoperto" e portato alla luce della ribalta a Siviglia, prelevandolo dallo Stoke City nel 2015. Ha atteso i segnali, anche quelli fisiologici tipo la scelta di Machin, allenatore degli andalusi, di rinunciare a Steven (che si era aggregato al gruppo da poco, dopo le vacanze) nella Supercoppa spagnola poi vinta dal Barcellona. Ha avuto la meglio il ds romanista, con la sua offerta definitiva di 26,65 milioni di euro più una cifra variabile, fino ad un massimo di 4 milioni di euro, di bonus, più di qualche cosina in meno della clausola, come era immaginabile. E vissero tutti felici e contenti, in Spagna, in Italia ed evidentemente a casa N'Zonzi. Ha fatto un capolavoro che potremmo definire "politico", Ramon Verdejo detto Monchi, ha convinto il padre procuratore del giocatore e il presidente del suo ex club, il Siviglia. Ha riunito rispettivamente Fidele e Castro, in nome di una rivoluzione che nella Roma ha messo in atto, eccome, avendo acquistato più di un'intera squadra per Di Francesco. E potrebbe non essere finita, se diamo retta agli "spifferi" del mercato. N'Zonzi si è legato alla Roma fino al 2022 (percepirà 3 milioni più bonus a stagione): classe 1988, nato a Colombes, a nord di Parigi, accanto a Saint-Denis, è il quattordicesimo francese a vestire il giallorosso. Di origini congolesi, è cresciuto nell'Amiens e approda in Serie A dopo l'esperienza triennale nella Liga (e quella precedente di sei anni in Premier, tre ciascuno tra Blackburn e Stoke City). Ha detto addio al Siviglia con un post eloquente: «Grazie a tutti», con la Coppa Uefa in mano.

Numero 42, oggi si allena

Con il francese fresco campione del mondo, Monchi ha regalato a Eusebio il centrocampista che mancava, uno che abbina la qualità alla qualità, un po' come De Rossi, con cui si dividerà il pane (e il posto) a Trigoria: rubare palloni, certo, con quelle gambe là, ma anche e soprattutto impostare il gioco. Indosserà la maglia numero 42, che con un 19 davanti fa pensare innanzi tutto alla stagione del primo scudetto della Roma. Una rapida visita a Trigoria, ieri, in compagnia del direttore sportivo giallorosso, che lo ha atteso al "Fulvio Bernardini", e poi subito davanti alle telecamere.

«Sono molto felice di essere un giocatore della Roma - ha dichiarato il nella sua prima intervista da romanista - Voglio sempre migliorarmi, non conta l'età ma dare sempre il meglio di sè. Spero quindi di fornire il mio contributo al club su tutti i piani, anche su quello dell'esperienza». Anche per questo è arrivato alla corte di Di Francesco, perché la Roma cercava un giocatore pronto, che potesse incidere se non subito quanto prima. Anche per questo Monchi l'ha voluto inserire nella rosa: «Quello che conta è dare il meglio e lavorare duro. Spero di dare il mio contributo alla squadra in termini di esperienza. Monchi mi ha portato a Siviglia, tra noi c'è grande rispetto. Sono felice di lavorare di nuovo con lui. Quello che conta di più sono gli obiettivi di squadra, io voglio migliorare sempre, l'obiettivo di ogni calciatore è vincere trofei, non è mai facile e scontato, si lavora sempre duro per quello. Ringrazio i tifosi per l'accoglienza in aeroporto e spero di diventare un calciatore importante per questa squadra», ha concluso.

Soddisfazione anche per il ds Monchi: «Steven è un giocatore che unisce forza fisica e qualità tecniche, caratteristiche che si sposano molto bene con quelle dei giocatori che abbiamo già qui. Abbiamo un centrocampo molto competitivo». Il nuovo acquisto è rimasto a Trigoria e già oggi sosterrà il primo allenamento con i compagni. Nel giorno di Ferragosto, anche se ieri al suo arrivo sembrava Natale. Sarà presentato domani alle 13. Bienvenue, Steven.