Tutto facile, tutto già deciso dopo il successo della Roma nella gara d'andata in Portogallo. Lo hanno pensato, scritto e raccontato in tanti, prima della sfida dell'Olimpico. Possibile che la squadra di Paulo Fonseca, seppur ridotta ai minimi termini nel reparto difensivo (Karsdorp e Cristante centrali, Veretout esterno a destra...), non riesca a portare a casa la qualificazione dopo i due gol (a zero) segnati a Braga?
Un ritornello che alla vigilia è rimbalzato ovunque, e in tutte le sue versioni; senza calcolare – però - che le partite europee si giocano sulla distanza di quattro tempi. O, se preferite, nell'arco dei 180 minuti (recupero escluso) tra andata e ritorno. E che, quindi, nulla va dato per scontato, nel bene e/o nel male, prima del fischio finale. La Roma dovrà essere brava a giocare come se la qualificazione fosse ancora in bilico, dimenticandosi della vittoria dell'andata: eccola, perciò, la raccomandazione dei meno ottimisti o più realisti. Tutti d'accordo?
Tutti d'accordo, Roma compresa. La squadra, infatti, ha dimostrato da subito di starci con la testa, contro un avversario motivato e convinto di poter ribaltare il verdetto dell'andata. E dopo meno di mezzora di gioco, ci ha pensato l'ex capitano Dzeko a trascinare avanti i giallorossi. Come era accaduto in Portogallo. Già, Dzeko mandato in campo dal primo minuto da Fonseca, con Borja Mayoral in panchina. Una scelta in chiave Milan? Chissà. Dipenderà, a questo punto, da come starà il bosniaco, uscito ieri sera con una smorfia di dolore mentre si toccava la gamba sinistra per lasciare il posto proprio allo spagnolo. Un cambio che era programmato, ma che è arrivato con un paio di minuti di ritardo, senza colpa di nessuno se non del destino. Dzeko, intanto, con il destro piazzato alle spalle di Thiago Sa si era portato a quota 29 reti in campo europeo con la Roma, e nessuno in passato era mai riuscito a segnare così tanto. Superato Francesco Totti, tanto per dire.
Prima Edin poi Carles Perez (proprio lui!) e infine a segno è andato pure il solito Borja Mayoral e, tra la prima e la seconda rete della Roma, il calcio di rigore tirato fuori da Pellegrini. Un peccato veniale, a ben vedere, quello del capitano. Ma sarà necessario, anzi obbligatorio migliorare la mira. Roma agli ottavi con un'altra netta vittoria, arrivata al termine di una partita magari non scintillante ma ben preparata e ben giocata, considerata l'emergenza in difesa. Un segnale di maturità, anche dal punto di vista mentale. Con Fonseca abile a gestire in corsa il gruppo in vista della partita di domenica sera contro il Milan. L'Europa League (oggi il sorteggio) per il momento può, anzi deve aspettare.