Fatta. Ma ditelo a bassa voce, se non altro perché sono ancora sanguinanti le ferite per l'affare Malcom. Questo però non ci frena nell'affermare che Steven N'Zonzi è ormai un giocatore della Roma. La trattativa si è sbloccata intorno alle ventitrè di ieri sera. Dopo che Monchi per tutta la giornata non aveva fatto altro che avere una linea diretta con Siviglia avendo come obiettivo quello di acquistare per la seconda volta il giocatore francese che già aveva preso per il Siviglia tre anni fa versando circa nove milioni di euro nelle casse degli inglesi dello Stoke City.

La svolta nella notte

Stavolta il giocatore gli è costato più del triplo. L'ennesima plusvalenza del direttore sportivo giallorosso, anche se stavolta è stato costretto a subirla piuttosto che ad applaudirla. Ma se ne è fatto rapidamente una ragione perché N'Zonzi era in assoluto, da tempo, la prima scelta per quel ruolo di centrocampista da sistemare davanti alla difesa, in grado di garantire centimetri, chili, geometrie, senso del gioco, aggressività. Sarà lui l'alter ego di Daniele De Rossi, almeno nel quattro-tre-tre con cui Di Francesco vuole iniziare la stagione, se non altro perché è il modulo che la squadra, in buona parte, ha già metabolizzato nella passata stagione. In alternativa, a questo punto, ci potrebbe stare anche il quattro-due-tre-uno con il francese al fianco del Capitano e Pastore nel ruolo di trequartista. Ma questi al momento sono temi perlomeno prematuri.

L'importante è che il giocatore sia ormai giallorosso. La trattativa è stata lunga e faticosa, anche perché ancorata a una clausola da trentacinque milioni più cinque per l'entourage del giocatore (il papà, questione quella della clausola di cui parleremo tra poche righe) che la Roma considerava troppo alta. Monchi ha avuto bisogno di tutto le sue capacità per risolvere una questione che a un certo punto aveva preso una brutta piega. Alla fine, da quello che risulta, l'accordo con il Siviglia sarebbe stato trovato per una cifra vicina ai trenta milioni più bonus (circa cinque milioni, non tutti semplici da concretizzare). Oggi è assai probabile che ci sia l'annuncio ufficiale del dodicesimo acquisto stagionale che potrebbe pure essere l'ultimo, a meno che di un last minute (Berardi?) per quel ruolo di esterno alto che andrebbe a completare la rosa. Anche se poi Di Francesco si troverebbe a dover lavorare con ventinove giocatori (con N'Zonzi sono ventotto e in uscita è tutto fermo, Gonalons continua a dire no a tutto). Ci sono già le prime voci sull'arrivo a Roma del giocatore. Potrebbe essere stasera o al più tardi nella giornata di Ferragosto con le visite mediche fissate per il sedici.

Accordo con il giocatore

C'è. Da prima di quello con il Siviglia. Cifre e durata del contratto sono avvolte da un segreto degno della formula della Coca Cola. Però con una mezza notizia che uno recupera in Spagna, un'altra mezza strappata nei dintorni di Trigoria, possiamo dire con ragionevole certezza che l'intesa con il giocatore, la società giallorossa l'ha trovata sulla base di un quadriennale intorno ai tre milioni di euro, da capire se con i bonus o senza. Ma questo per chi ha seguito la vicenda negli ultimi giorni, non è l'aspetto principale per quel che riguarda la questione economica del giocatore. Ballano infatti quei cinque milioni di euro garantiti all'entourage (il papà Fidele) del giocatore dalla clausola che Monchi gli fece firmare ai tempi in cui era il ds del Siviglia. Cinque milioni che la Roma stava trattando con papà N'Zonzi sulla base di un semplice ragionamento. Ovvero: noi non stiamo comprando tuo figlio in base alla clausola (ecco perché i 30 più 5), quindi quei cinque milioni non sono dovuti, semmai possiamo discutere di commissioni ma a cifre inferiori. Pare che pure qui si sarebbe trovato un accordo di massima con la Roma che pagherebbe meno di cinque milioni, spalmati per i quattro anni di contratto. Il tutto con buona pace di Barcellona e Psg che sarebbero state pronte a tuffarsi sul giocatore. Rischio di un altro caso Malcom? Più o meno zero considerando che stavolta c'è il Siviglia, casa Monchi.