La Roma nelle sfide contro le grandi non vince. Non si può dire il contrario, i numeri sono chiari: in sette partite contro le squadre in corsa per la Champions (due volte la Juventus, Inter, Milan, Napoli, Atalanta, Lazio), i giallorossi hanno messo insieme tre pareggi (Juve, Milan, Inter) e quattro sconfitte. L'ultima sabato scorso sul campo della vecchia signora, peraltro la più dignitosa. La conseguenza di questi numeri è che, con più che giustificati motivi, i giallorossi negli scontri diretti segnano poco. Appena otto gol (tre al Milan, due a Juventus e Inter, uno all'Atalanta) con una media in pratica di una rete ogni novanta minuti). Le due cose, legatissime tra loro, pesano come un macigno sulle ambizioni di tutto il mondo romanista per quella qualificazione Champions che vorrebbe dire tantissimo per il prestigio internazionale e, pure, se non soprattutto, su conti economici che non sono un inno alla tranquillità. Sono legittime le preoccupazioni, fermo restando che la squadra di Fonseca è tuttora quarta in classifica, con le piccole ha un ruolino di marcia che neppure il Milan, in quasi tutte le partite ha dimostrato di avere un gioco e giocatori di qualità in grado di regalare anche effetti speciali.
Resta il fatto, però, che in questo girone di ritorno appena iniziato, ci sarà bisogno di dare risposte più solide nelle sfide che contano e, quindi, di conseguenza, fare più gol quando il gioco si fa duro (contro le grandi le reti sono state otto, nelle altre quattordici gare trentasei alla media di due gol e mezzo ogni novanta minuti).

Noi crediamo che Fonseca possa avere più di un motivo d'ottimismo in funzione di quella rincorsa Champions a cui sono legate anche le sue speranze di vivere una terza stagione sulla panchina giallorossa. I motivi sono i gol. Anzi, meglio dire la possibilità, sin dalla prossima partita in casa contro l'Udinese, di tornare ad avere a disposizione quasi per intero il reparto offensivo. Non ci si può dimenticare che all'Allianz Stadium la Roma si è presentata in campo non potendo contare, oltre che su Pellegrini e Smalling, su Pedro, El Shaarawy e il lungodegente Zaniolo. E, inoltre, dovendo fare i conti con la crisi Dzeko che dal dopo Spezia di coppa Italia, ha tenuto banco, con il mercato aperto, molto più delle vicende agonistiche.

In pratica, arrivano i nostri, usando una frase classica dei vecchi film western (anche se chi scrive quei nostri non li ha mai riconosciuti come tali). Intanto si spera che la questione Dzeko, da qui all'Udinese e oltre, possa trovare un equilibrio emozionale che consenta indipendenza di scelta dell'allenatore, ma soprattutto al bosniaco di tornare a essere quel giocatore che fa reparto da solo garantendo una qualità offensiva di cui possono beneficiarne sia il giocatore stesso, sia tutti i compagni che di volta in volta gli giocheranno al fianco. Quello che succederà a giugno lo scopriremo strada facendo. Ora nei prossimi mesi però conterà, con tutto il rispetto di Borja Mayoral che ha fatto il suo e pure di più garantendo un'alternativa importante ogni volta che è andato in campo, che Dzeko torni se stesso, che giochi con la qualità che ha nei piedi e nella testa, che lasci fuori dal campo qualsiasi tipo di retropensiero e dia in campo tutto quello che ha. I calciatori dicono sempre che sono professionisti, ecco il bosniaco dovrà fare esattamente questo, il professionista, il resto sarà una semplice conseguenza.

Non c'è solo il recupero dello Dzeko migliore all'orizzonte. C'è anche quello di Pedro. Che dopo un inizio di stagione scoppiettante, ha cominciato a perdere colpi fino poi a fermarsi definitivamente per un problema muscolare. Ora, come ci ha detto lo stesso Fonseca, lo spagnolo che ha vinto tutto, è pronto a tornare ad allenarsi in gruppo, quindi per essere a disposizione già domenica prossima contro l'Udinese, cioè la squadra che la Roma nel girone d'andata ha battuto proprio con un gol (il più bello in maglia giallorossa) realizzato dall'ex Chelsea. Ritrovarlo ai suoi migliori livelli vorrebbe dire moltissimo, soprattutto in quelle sfide contro le grandi che per Pedro sono state il pane quotidiano di tutta la sua carriera. E poi c'è il ritorno di El Shaarawy. Uno che un certo numero di gol li pò garantire, la sua carriera sta lì a testimoniarlo. E' stato lo stesso Faraone a dirci che sarà pronto per la prossima, è probabile che già contro l'Udinese lo vedremo in campo per uno spezzone di partita. E per Fonseca può costituire davvero una briscola in più da mettere nella partita Champions.

Ultimo ma non ultimo, c'è un certo Nicolò Zaniolo. Il suo ritorno in campo è previsto nel mese di aprile. Riaverlo a disposizione nello sprint finale, potrebbe davvero fare la differenza. Perché noi siamo convinti che alla Roma di quest'anno sia mancato proprio lo Zaniolo che spacca le partite, che spariglia le carte in campo, che fa vincere le partite. Pure contro le grandi.