«Mes que un club». Sono decenni che con questa storia che loro, il Barcellona, ci fanno due cosi così. I più bravi, belli, corretti, onesti, sinceri e più tutto quello che volete voi. Non ne possiamo più, un po' come quello stile Juventus che a noi non ha mai convinto, anzi c'è sembrato sempre una presa per i fondelli. Non ne possiamo più per il semplice fatto che non è vero. E con questo non vogliamo certo mettere in discussione trofei, prestigio, grandi campioni che hanno vestito quella maglia. La realtà è che sono come tutti gli altri, pure se si chiamano Barcellona.

E il recente caso Malcom, sta lì a dimostrarlo. Anche se con la complicità di parecchi media di quelle parti, cercano di convincere quelli con l'orecchino al naso che davvero «Mes que un club». L'ultimo caso è relativo ancora alla vicenda Malcom. La radio catalana «El Partidazo de Cope», ieri ha rilanciato la notizia di una telefonata del presidente del Barcellona Bartomeu alla Roma, nello specifico al direttore sportivo Monchi. Letta così è una notizia che quelli con l'orecchino al naso metabolizzano come un atto di eleganza, proiettato a ristabilire rapporti cordiali con la Roma con le due squadre che domani notte si troveranno di fronte a Dallas. Bene, bravi, bis. Ma quale bis. La telefonata del Barcellona è un'emerita bugia. Lo abbiamo chiesto direttamente al direttore sportivo giallorosso. La risposta? «A me non ha chiamato nessuno». Insomma altro che «Mes que un club». semmai «Mes que un mentiroso». Più che un bugiardo.