Per una volta, è sospesa fra due opzioni che portano i nomi di Bryan Cristante e Gianluca Mancini. In rigoroso ordine gerarchico. La fascia di Capitano a Torino finirà sul braccio di uno dei due. Il centrocampista l'ha già indossata, sei volte in questa stagione dall'inizio, quattro in Europa League e due in campionato, contro Parma e Crotone. Il difensore mai, ma nell'ultimo turno, con Bryan in panchina, era il vice designato. E la presenza del numero 4 dal primo minuto è ancora in bilico, anche se nelle ultimissime ore le possibilità appaiono in crescita. Ma l'ultima sua partenza in campo in Serie A risale al 6 gennaio scorso, nel match con i calabresi allo Scida, proprio uno dei due con la fascia al braccio. Ruolino che ancora non dà certezze sulla formazione e di conseguenza anche sull'assegnazione dei gradi. Se non è un inedito, poco ci manca. Il dubbio inerente il Capitano designato da queste parti non ha mai attecchito, quantomeno nel terzo millennio. Merito di una tradizione che è stata perenne motivo di vanto in casa Roma, dove i giocatori-bandiera sono sempre o quasi cresciuti in casa. I Totti e i De Rossi si sono inseriti nel solco dei Di Bartolomei e dei Giannini. E così via, a ritroso, fino a Ferraris IV. Lorenzo Pellegrini è soltanto l'ultimo erede di una dinastia quasi secolare di nativi (per luogo e club) diventati anche simboli e leader della squadra.

Ma l'accavallarsi degli eventi più recenti ha finito per far emergere la questione. Con il numero 7 squalificato e Dzeko ufficialmente destituito - almeno per il momento - dalle parole pronunciate due giorni fa da Tiago Pinto in conferenza stampa («La fascia da capitano coinvolge il mister e la società, è una decisione condivisa, per ora non sarà di Edin»), nel big match di Torino la designazione deve necessariamente cambiare rispetto alle abitudini stagionali. Cristante resta il destinatario naturale del ruolo - e in questo senso l'investitura di De Rossi nel giorno in cui annunciò il suo addio alla Roma appare profetica - ma se il numero 4 non dovesse giocare, Mancini è pronto a subentrare nel delicato ruolo. Con la situazione Dzeko già sedimentata negli ultimi due turni di campionato, il vice-capitano nella distinta consegnata all'arbitro è stato prima Smalling (ma con lo Spezia il numero 23 era fuori causa per squalifica) e poi l'ex atalantino, nonostante la presenza in campo dell'inglese, che comunque non partirà per Torino dopo l'infortunio. L'anzianità di servizio in giallorosso è la stessa di molti altri (l'unico fra i possibili titolari ad aver trascorso più di due stagioni a Trigoria è Karsdorp, che però è tonato la scorsa estate dopo un anno in prestito), ma il temperamento di Mancini può fare la differenza. In qualunque caso, con la Juve sarà fascia tosta.