"Cooperativa del gol": quante volte è stata usata questa definizione per parlare della Roma e della gran varietà di calciatori che manda a segno? Un'arma in più, senza dubbio, la capacità di centrocampisti e difensori di colpire, magari sfruttando palle inattive, calci piazzati o tiri dalla distanza. Se è vero che, soprattutto nei secondi tempi, i giallorossi concedono qualcosa di troppo, c'è da dire che davanti la squadra è un'autentica macchina da gol: soltanto l'Inter (49) e l'Atalanta (45) hanno segnato più di Mkhitaryan e compagni. Il dato, dopo queste prime venti giornate di campionato, parla chiaro: quarantaquattro reti all'attivo per gli uomini di Paulo Fonseca, una media-gol per partita di 2,2. Mai, da quando la Serie A è a venti squadre (vale a dire dal 2004-05), i giallorossi hanno fatto meglio. Su diciassette stagioni prese in analisi, dopo venti giornate la Roma era arrivata a segnare massimo 43 gol: era il 2013-14, prima stagione sotto la guida di Rudi Garcia, quella per capirci delle dieci vittorie consecutive. Stesso numero di reti l'anno precedente, con Zeman (ma in quel caso c'era anche una vittoria per 3-0 a tavolino a Cagliari). Spalletti si è avvicinato alla cifra attuale nel 2006-07 (42 gol fatti) e dieci anni più tardi, nel 2016-17 (41). Ora Paulo Fonseca ha migliorato quei numeri con il tris rifilato dai suoi al Verona.

Merito di chi vive per il gol, come Borja Mayoral e Dzeko, ma anche di chi - come ad esempio Mkhitaryan e Veretout - sta evidenziando un feeling impressionante con la porta avversaria. Senza dimenticare i vari Pellegrini, Pedro, Mancini, Spinazzola, Kumbulla, Karsdorp e via dicendo. Merito del gioco offensivo del tecnico portoghese e dell'aggressività portata dai suoi alle difese che di volta in volta si trovano di fronte. Le statistiche sul sito della Lega di Serie A corroborano il dato: la Roma è quinta per tiri totali effettuati (264), dietro a Napoli, Atalanta, Inter e Milan; quarta, invece, per quanto riguarda i tiri in porta (132, tre in più rispetto al Milan capolista). Segna meno su azione manovrata (27 reti, a fronte delle 36 di Atalanta e Napoli), ma è regina dei gol in contropiede (4, prima assieme alla Fiorentina), sfrutta i calci piazzati (7 centri, solo Inter e Milan hanno fatto meglio) e i calci di rigore (5 su 5 per Veretout fino a questo momento). Un attacco duttile, quindi, in grado di far male in tutti i modi e con tutti i calciatori di movimento: Mkhitaryan è il re degli assist in Serie A (8) e il miglior marcatore giallorosso con nove centri.

Stessi punti del primo Difra

Mai così tanti gol per la Roma nel campionato a venti squadre, quindi. Per quanto riguarda i punti raccolti, invece, Fonseca sta ricalcando la prima stagione di Di Francesco, il 2017-18: ora come allora, siamo a quota 40 dopo venti giornate, ma questa Roma ha raccolto un punto in più sul campo (quello di Verona alla prima di campionato). Nello stesso segmento di campionato, fecero meglio solo Spalletti (tre volte: 2006-07, 2007-08 e 2016-17) e Garcia (due: nel 2013-14 e nel 2014-15); in tutti e cinque i casi, la Roma arrivò seconda in classifica. Ora è terza, proprio il piazzamento alla fine ottenuto da Difra tre stagioni fa.