Strano ma Verona. Gli incroci fra Edin Dzeko e l'Hellas raccontano sempre storie nella storia. Che nei giorni che precedono la sfida appare finita o infinita, a seconda dei borsini di mercato. Ma che di sicuro proprio contro il Verona è cominciata, cinque anni e mezzo fa. Quando al Bentegodi va in scena la prima di Serie A, il 22 agosto del 2015, il bosniaco è sbarcato a Roma da poco più di due settimane, accolto da migliaia di tifosi festanti che hanno già avuto di lustrarsi gli occhi con i gol (due) rifilati al Siviglia nell'amichevole di presentazione della squadra, terminata col pirotecnico punteggio di 6-4.

Ma coi tre punti in palio la musica cambia e in Veneto finisce 1-1. La prima firma di Edin è rimandata alla domenica successiva e sarà di prestigio, contro la Juventus. Un girone dopo lo scenario è stravolto. Spalletti è appena subentrato a Garcia e il numero 9 dopo quell'inizio promettentissimo coi bianconeri, si è fermato a 3 gol in campionato (anche se uno di questi è stato decisivo per sbloccare il derby vinto). Le ultime gare del francese Dzeko le ha seguite dalla tribuna. Non per scelta tecnica, ma per effetto dell'espulsione rimediata col Genoa. Il rientro è proprio col Verona, nella prima dello Spalletti-bis, ma è poco felice per squadra e bosniaco: finisce 1-1, senza squilli dell'attaccante.

Al termine della stagione l'Hellas scende in B e ci si ritrova due stagioni dopo, all'alba della gestione Di Francesco. Il 16 settembre 2017 all'Olimpico Dzeko rifila la sua prima doppietta ai gialloblù e la Roma vince 3-0, bissando il successo al ritorno in trasferta (1-0). Altro giro altra corsa il 1° dicembre 2019. È proprio Dzeko a raddrizzare la gara per gli uomini di Fonseca, conquistando il rigore del 2-1 (finirà 3-1). All'Olimpico, il 15 luglio, un suo colpo di testa è determinante per il 2-1 finale nella lunga striscia positiva dei giallorossi. Che però viene interrotta dalla sfida col Siviglia, quando avviene il primo grande strappo fra Edin e il tecnico. Il 19 settembre si torna al Bentegodi, il 9 sembra un separato in casa in attesa di accasarsi alla Juve e resta in panchina. Ma la vera permanenza è nella Capitale, ancora una volta. Domani la storia rischia di ripetersi. Ma l'epilogo è ancora tutto da scrivere.