Tre stagioni nella Roma, trenta presenze complessive, la metà collezionate in questa stagione non ancora arrivata al giro di boa. Numeri che da soli basterebbero a riassumere la parabola giallorossa di Rick Karsdorp. Con una curva che dalla picchiata delle prime due stagioni si sta finalmente rivolgendo verso l'alto. E a grandi falcate. Proprio come quelle che l'esterno olandese sta dispensando sul campo, dove è ormai indiscutibilmente il titolare della fascia destra e da qualche tempo si è anche trasformato in fattore decisivo.

L'apogeo non è ancora arrivato - come ha tenuto a specificare lo stesso Fonseca nella conferenza di ieri, «ha sicuramente margini di crescita» - ma considerando le ultime ottime prestazioni, è un dato che va letto in termini più che ottimistici. La Locomotiva che con la maglia del Feyenoord aveva catturato attenzioni da mezza Europa, è sui binari giusti per tornare a quei ritmi. E i suoi dati lo certificano, su tutti i 4 assist vincenti (che poi sarebbero 5, anche se il cross trasformato in rete da Veretout contro il Cagliari non viene calcolato perché deviato).

E ancora una crescita costante in entrambe le fasi, soprattutto quella difensiva, che per chi arriva dall'Eredivisie non è in cima alle preoccupazioni, ma che oggi gli permette di essere una certezza anche nelle fasi più sofferte delle gare, quando i suoi sprint per recuperare sugli avversari diventano preziosissimi. Con Spinazzola sul versante opposto, la Roma può contare oggi su due esterni di primo piano. Ribaltando così ogni previsione funesta della fase pre-campionato.

Eppure le potenzialità tecniche e atletiche di Karsdorp non sono mai state in discussione, almeno per chi ha avuto modo di apprezzarne le qualità in passato. I dubbi che lo hanno a lungo accompagnato riguardavano la sua tenuta fisica ed erano legittimati dalle tre stagioni precedenti, offuscate da un vero e proprio calvario. Rick arriva nella Capitale nell'estate 2017 già con un problema al menisco, che però sembra di facile risoluzione e invece lo tiene fuori fino ad autunno inoltrato: debutta soltanto il 25 ottobre dello stesso anno. Avversario allora come oggi, il Crotone: 82 minuti di buon livello, prima del cambio. E della rivelazione-shock: rottura del legamento crociato e stagione già finita appena all'esordio. Il ritorno in campo arriva soltanto dieci mesi dopo, ma i problemi fisici sono tutt'altro che esauriti e il suo impiego si limita a 761' in tutta la stagione successiva. Poi il rientro a Rotterdam in prestito, ma con risultati lontani da quelli esaltanti della prima esperienza. Tanto da essere rispedito a Roma, dove nel singolare mercato post-Covid sembra essere destinato a una nuova partenza. Ma Fonseca decide di puntare su di lui, senza forzarne l'utilizzo nei tanti impegni ravvicinati. Scelta premiata da un rendimento in costante crescita. E ora di nuovo il Crotone, per esorcizzare i fantasmi una volta per tutte.