Se si giocasse una partita sul modello di quello spot pubblicitario che ammiccava al cliente con il riuscitissimo slogan "Ti piace vincere facile", probabilmente il Media Center di dipendenti della A.S.Roma batterebbe la pur numerosa squadra composta dalla rosa a disposizione di Di Francesco. Perché indubbiamente i 31 giocatori che si stanno allenando a Trigoria sono tecnicamente migliori degli "avversari", ma essendo gli altri in numero di gran lunga superiore (sono circa 80 quelli ogni giorno al lavoro per il ritiro) alla fine probabilmente non ci sarebbe partita.

Senza contare che il Media Center ha recentemente arruolato anche Max Tonetto, anche ieri a bordo campo come il più ficcanaso dei cronisti radiofonici, e pure Vincent Candela, che però al momento risulta assente perché sta disputando in Russia il torneo delle Legends al quale sta partecipando anche Totti. Così forse la novità più grande del ritiro estivo della Roma 2018 non è limitata al fatto che si svolge a Trigoria, come dieci e undici anni fa del resto, ma che ogni passo dei lavori è monitorato, inquadrato, trasmesso e commentato in diretta radio, tv e web. È il calcio moderno, bellezza, e una media company, come la Roma, non può fare eccezione.
Poi magari l'altra faccia della medaglia è che una bottarella presa in diretta da Manolas induca i cameramen a non indugiare sull'evento (ma De Rossi che chiede ironicamente il cambio resta nell'inquadratura...) oppure che steward troppo solerti, spediti dal club in mezzo ai cronisti nelle due ore quotidiane riservate agli inviati di siti, radio e giornali, interrompano una conversazione telefonica tra un giornalista padre di famiglia e un figlio in vacanza sulla spiaggia nel timore che quello "scoop" appena svelato («Dovresti vedere quant'è grosso Santon») finisca in diretta radiofonica su un'altra emittente e rovini così il diritto alla prima informazione a tutela di un simile investimento finanziario e tecnologico.

Ma chi paga tutto questo? Direttamente è la Roma, indirettamente è Sky che pur di avere il canale sul proprio bouquet ha accettato di versare 6 milioni di euro aggiuntivi a quelli che già riconosce (in quota parte) alla Roma per poter trasmettere le partite del campionato secondo la nuova ripartizione appena deliberata. E bisogna dire che la cifra riconosciuta al club giallorosso giustifica l'investimento in termini di ritorno di palinsesto, cosa che probabilmente non valeva più per la Juventus, ad esempio, tanto che allo scorso 30 giugno dal bouquet di Sky è sparito il canale dedicato a Jtv. Solo di format diversi Roma Tv ne ha ormai trenta, nella programmazione bianconera ce n'erano un decimo e le uniche trasmissioni assurte alla cronaca nazionale erano quelle in cui si insultava un'intera tifoseria («Interisti, dovete tornare nelle fogne»). Così Jtv si è ristretta sul web mentre Roma Tv si sta gradualmente allargando.


A capo dell'intera struttura a tinte giallorosse c'è Guido Fienga, ufficialmente il "Chief operating officer", di fatto il papà del Media Center che produce un canale televisivo, uno radiofonico, un'agenzia fotografica e una sterminata attività social con account su tutti i più conosciuti network del mondo e in diverse lingue (quasi tutte, praticamente). I giocatori all'attuale realtà si sono felicemente adeguati (e eventuali malumori saranno sempre più schermati da norme contrattuali) e sanno con cadenza quindicinale a quale contributo (che sia uno spot, un'intervista, uno shooting fotografico) devono rendersi disponibili. E qualora se ne dimenticassero ogni giorno nello spogliatoio c'è un cartello che sta lì apposta a ricordarglielo.