per la roma

Ce l'ho, ce l'ho, mi manca. Avoja se mi manca...

Quelli che dicono che la felicità non ha prezzo… sbagliano. Perché quando sei ragazzino un prezzo la felicità ce l’ha eccome, è quello di un pacchetto di figurine.

26 Novembre 2020 - 13:24

Quelli che dicono che la felicità non ha prezzo… sbagliano. Perché quando sei ragazzino un prezzo la felicità ce l'ha eccome, è quello di un pacchetto di figurine. Che se fossi il Poligrafico i soldi delle nonne per i nipoti non li stamperei nemmeno emettendo, direttamente, dei buoni da consegnare in edicola.

Pensateci: il successo di certi rinomati ovetti di cioccolata si fonda anche – ma verrebbe da dire soprattutto – sulla sorpresa che questa cioccolata racchiude. Perché sì, il bambino mangia e si lecca i baffi ma fa tutto molto velocemente per poter scoprire, prima possibile, quale giochino andrà a trovare.

E per le figurine, per certi aspetti, vale la stessa dinamica: stringendo nelle mani quei pacchetti, un ragazzino tiene braccata la felicità. Anche per la scoperta. Che, ogni volta, sarà costruita da tanti piccoli mattoncini – sorpresa, stupore, delusione – che costruiranno grandi ricordi: i campioni, i gregari, i calciatori della propria squadra del cuore. Il mistero di chi salterà fuori, scartando, è parte della magia. Il gesto stesso, le carte da appallottolare prima di gettarle.

E il profumo delle figurine: quell'odore nessuno se l'è scordato, nessuno se lo scorderà mai. Come quei pomeriggi, o quelle mattinate prima-durante e dopo la scuola, in cui «Ce l'ho, ce l'ho. Mi manca» tra doppioni trovati e ritrovati e altri protagonisti, invece, così rari da risultare introvabili al punto da lasciare, per questo, buchi incolmabili su paginate e paginate di giocatori sorridenti. Alcuni di loro, appartenenti a due squadre in particolare, le attaccavi sempre al contrario perché il calcio si nutre di contrapposizione e senso d'appartenenza.

Per questo una figurina di un calciatore della ROMA valeva, e varrà sempre, dieci volte di più di qualsiasi altro. E per questo, giocandoci, i giallorossi non venivano mai utilizzati… troppo preziosi per rischiare di perderli. Loro, invece, destinati ad essere attaccati ovunque fosse possibile per ritrovarseli davanti sul diario, sui quaderni, dentro l'armadio e ovunque saresti stato in grado di arrivare. Lì, sempre, c'era la ROMA.

Come dentro quei fantastici album che ognuno di noi custodisce ancora oggi fosse anche, solamente, per il gusto – ogni tanto – di riaprirli e cercare di capire perché la lazio aveva sempre così tanti giocatori dentro la stessa figurina…

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