AS Roma

L'identikit di Tiago Pinto e il suo rapporto con il player trading

I migliori affari e le strategie applicate nel Benfica del nuovo direttore generale della Roma, che diventerà operativo a partire da gennaio 2021

PUBBLICATO DA Emanuele Ciccarese
19 Novembre 2020 - 14:00

Tiago Pinto ha trentasei anni e con la Polisportiva del Benfica ha vinto cinquantuno trofei. Il curriculum del nuovo direttore generale della Roma (diventerà operativo a gennaio 2021) ritrae una mentalità vincente, una filosofia verde e un senso per gli affari non indifferente.

Non si tratta della piuttosto canonica figura del dirigente da scrivania e tribuna d'onore: in Portogallo era molto vicino al gruppo squadra, non era affatto raro vederlo in panchina o a bordo campo. Anzi, nel 2017 è stato addirittura protagonista di un episodio piuttosto caldo durante una partita di campionato contro il Porto: protagonista di una rissa a seguito di alcune proteste, è stato invitato ad allontanare il terreno di gioco, opponendo però una netta resistenza:

Non soltanto plusvalenze

Grande merito del Benfica, oltre all'eccezionale catena è stata la filosofia verde. L'organizzazione e l'integrazione del settore giovanile con un reparto di scouting molto avanzato ha portato gradualmente in prima squadra pezzi (allora) pregiati come Ederson, Felix, Dias, Lindelof, Sanches e Jovic.
Tornando quindi alle cose più tecniche, il Benfica, in particolare sotto la direzione di Pinto, ha fatto registrare ricchissime entrate dalle cessioni: la classifica delle più importanti dal punto di vista economico parte proprio da Joao Felix, il terzo trasferimento più costoso della storia del calcio:
1 - Felix - Atletico Madrid (126 mln di euro complessivi)
2 - Dias - Manchester City (68 mln di euro complessivi)
3Ederson - Manchester City (40 mln di euro complessivi)
4 - Jimenez - Wolverhampton (38 mln di euro complessivi)
5 - Semedo - Barcellona (35 mln di euro complessivi)
Lindelof - Manchester United (35 mln di euro complessivi)

Per quanto riguarda gli acquisti c'è una considerazione da fare: il Benfica non ha mai speso, per politiche societarie, più di 24 milioni per un giocatore. Questo record è stato registrato con l'acquisizione di Nunez, ex attaccante del Granada, che ha superato i 23 spesi per Jimenez nel 2015. Dalla promozione nel quadro dirigenziale di Pinto nel Benfica, il club portoghese ha iniziato a spendere cifre leggermente più alte, come i 40 milioni complessivi per Weigl e De Tomas nel 2019 o i recenti 20 per Everton del Gremio. Innalzamento comunque dovuto a un aumento generale dei prezzi dei calciatori nel calciomercato. Oltre a Jimenez, infatti, il secondo acquisto più costoso, sempre prima della promozione di Pinto, era stato Silva dal Braga per 16 milioni di euro.

Tornando agli aspetti che riguardano le cessioni, un fattore decisivo, da tenere d'occhio per la gestione futura della Roma, è il player trading.

Secondo quanto riporta oggi Kpmg Football Benchmark, sempre da quando Pinto è diventato il Director of Professional Football del Benfica, il club portoghese ha accumulato 147 milioni grazie al player trading.

+27,3 mln di euro nel 17/18
+33,9 mln di euro nel 18/19
+85,9 mln di euro nel 19/20

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