"Antonio De Falchi vive!", dice il lungo striscione posto all'interno del primo campo di calcio a cinque del Tiburtina Valley Sporting Club, dove nella giornata di ieri è andata in scena la settima edizione del torneo intitolato al mai dimenticato tifoso romanista. Questo il messaggio di benvenuto del centro sportivo in cui per un giorno è sembrato di assistere ad una interminabile quanto emozionante partita dello Stadio Olimpico: tra ragazzi di Curva Sud e Nord, di Tribuna Tevere e di altre tifoserie amiche come quelle di Palermo, San Benedetto del Tronto, Madrid - sponda Atletico - e Panathinaikos pronti a dar vita ad un sabato intero di tifo, cori, colori e commozione.

Per ore e ore centinaia di ragazzi si sono alternati nelle mini-partite da 8 minuti ciascuna degli otto gironi da quattro – tempo allungato a dodici dai quarti di finale in poi - tra una pacca sulle spalle, risate, tifo, aggregazione e fumogeni a colorare il cielo di giallo e di rosso. Come piaceva ad Antonio: la Roma, i suoi tifosi e la sua Curva. Tanti bambini pronti all'invasione di campo con la pazza voglia di unirsi ai più grandi, sapendo inconsciamente che un giorno toccherà a loro portare avanti questa splendida e doverosa iniziativa. A far tramandare alle generazioni che verranno la storia di Antonio De Falchi e della sua famiglia, a permettere che in occasione di ogni anniversario possa andare in scena il torneo in sua memoria. Una giornata caratterizzata dal caldo afoso e da un cielo capace di alternare i suoi colori più limpidi ad una serie di rovesci più o meno intensi, senza però rimandare in qualche modo il naturale scorrimento delle cose. Pioggia scesa copiosamente in alcuni frangenti come fossero state lacrime di ringraziamento nell'osservare così tante persone, uomini, donne e bambini riunitesi ancora una volta per ricordare l'eterno diciottenne strappato a questa terra a causa del suo amore per la Roma. Per ricordare uno di loro.

"Noi non ti lasceremo mai" hanno cantato i ragazzi all'interno del primo dei tre campi da gioco. Lo hanno fatto in cerchio, con il desiderio di stringere un può e mettersi spalla contro spalla intorno alla famiglia di Antonio come in un abbraccio virtuale, invisibile e al tempo stesso concreto e carico d'amore."Per questo torneo sono venuti ragazzi dalla Grecia, dalla Spagna e da altre città ed è una cosa bellissima – le parole di Massimiliano Cecchini, nipote di Antonio De Falchi - Ringrazio di cuore gli organizzatori per aver permesso tutto questo. Assistere ad una festa del genere provoca emozioni che fanno innamorare, è stato bellissimo vedere una partecipazione del genere a distanza di molti anni dalla scomparsa di Antonio (4 giugno 1989, ndr). Grazie a tutti". Tre generazioni di De Falchi presenti al memorial, con i ragazzi della Curva Sud che hanno omaggiato la sorella Anna consegnandole una targa e cantando a squarciagola il nome di Antonio.

Per ribadire ancora una volta quando il tempo non potrà mai essere capace di cancellare l'amore dei romanisti verso uno di loro. Trentadue medaglie consegnate alle squadre partecipanti prima dell'atto finale: con il trofeo aggiudicato dal gruppo "Romanismo", vincitore nella finale contro Anzio (3-1). A seguire una cena tra i presenti per continuare a vivere una giornata di aggregazione nel nome di Antonio. Il premio più grande, tuttavia, sarà presente nel futuro prossimo e lo sarà direttamente dal cuore della Curva Sud. Quella bandiera con dipinta l'immagine di Antonio sventolata dai ragazzi presenti, come a far da tetto ad una giornata ricca di emozioni, commozione e un ricordo che non conoscerà mai il tramonto. Quella bandiera per Antonio firmata da una commossa sorella Anna sotto gli occhi lucidi di tanti ragazzi. Un "grazie a tutti i ragazzi della Curva" a suggellare ulteriormente questa settima edizione del "Memorial Antonio De Falchi".