dopo lo scontro duro tra Comune e Regione di martedì scorso, ieri l'Ente guidato da Nicola Zingaretti ha deciso di non replicare alla sindaca di Roma, che nella serata aveva avuto l'ultima parola, confermando come per l'approvazione del progetto stadio manchi a questo punto soprattutto la controfirma della Pisana alla sub convenzione sulla Roma-Lido.

E questo dopo che sempre martedì la sindaca di Roma ha firmato l'atto relativo all'unione della Via del Mare con la Via Ostiense, in qualità di prima cittadina della Città Metropolitana. Al punto che ieri Virginia Raggi, forte della vittoria del giorno precedente, ha voluto confermare i propri intenti circa lo stadio giallorosso. «Voglio rassicurare cittadini e tifosi - ha scritto la Raggi su Facebook - lo stadio della Roma si farà. Noi vogliamo realizzarlo e siamo al lavoro per raggiungere questo obiettivo. Sappiamo benissimo cosa significherebbe per la nostra città, la sua economia e il suo sviluppo. Ma soprattutto per migliaia di persone che potranno avere un lavoro. In questo momento difficile serve un grande investimento per Roma. Noi ci siamo. Nessuno blocchi quest'opera». Il riferimento è al Partito Democratico di Zingaretti, che il prossimo anno potrebbe (e dovrebbe) schierarsi contro la rielezione dell'esponente del Movimento 5 Stelle alla guida della Capitale. Ancora nulla è deciso, ma le frizioni con i Dem romani sono ormai più che consolidate. Alle parole della Raggi di martedì hanno infatti replicato il capogruppo PD in Campidoglio Giulio Pelonzi, e soprattutto quello che a detta di molti sarà il candidato sindaco del centrosinistra, Carlo Calenda. Si è consumata così la prima vera schermaglia tra la Raggi e quello che sembra essere uno dei suoi più temibili avversari.

L'ex ministro e leader di Azione ha puntato il Campidoglio e criticato la Raggi aspramente. Più per il Flaminio, di cui martedì è stato presentato il piano di recupero, che per il futuro impianto giallorosso. «La sfida vinta per la Raggi è aver presentato uno studio sullo stadio Flaminio. Non ci sono fondi o un piano di lavoro». Queste le parole di Calenda su Twitter, che ha anche aggiunto: «Questa non è neanche la politica degli annunci, è la politica che pretende di prendere per fessi i cittadini. E a Roma va avanti da troppo tempo». Infine il riferimento alla Roma: «Oggi alla Raggi sugli stadi va tutto per traverso. Prima il bluff sul Flaminio ora quello sullo stadio della Roma». Pronta la replica degli uomini della sindaca. Su Facebook è intervenuto il capogruppo M5s in Campidoglio Giuliano Pacetti: «Sei quello che ha messo i fantamiliardi sul Tavolo per Roma, noi ci occupiamo di cose concrete. Manchi di credibilità». Lo stadio quindi ancora terreno di scontro elettorale. Fatto questo che però sembra stia determinando quell'accelerata sperata e mai realizzata finora. Fronte proponenti si resta convinti dell'operazione, magari con qualche piccola correzione per cui nei prossimi giorni ci sarà un incontro con l'architetto Dan Meis, autore del progetto.