La partita vinta dal Cska Sofia a Basilea lo scorso 1° ottobre è stata più volte evocata ieri da Fonseca, sia in conferenza stampa sia nelle interviste di contorno.

È stato quello, infatti, il punto più alto di questo primo scorcio di stagione della squadra che la Roma si ritrova di fronte stasera nella seconda gara del gruppo A di qualificazione dell'Europa League (stadio Olimpico, a porte chiuse, ore 21). Vincendo in Svizzera, contro una squadra che anche quest'anno contenderà allo Young Boys il titolo elvetico, il tecnico Stamen Belchev ha effettivamente compiuto un'impresa che pareva garantirgli un roseo futuro sulla panchina della squadra più famosa di Bulgaria, rinata nel 2016 dopo una spaventosa crisi finanziaria che l'aveva fatta precipitare tra i dilettanti. E invece da quel giorno tre pareggi in campionato e la sconfitta casalinga con il Cluj all'esordio nella tanto sospirata Europa League gli sono costati il posto. La cosa curiosa è che la società al momento non ha assunto alcuna decisione sul futuro tecnico del club, si è limitata a chiedere al terzo assistente di Belchev, il brasiliano naturalizzato bulgaro Daniel Morales Batagello, di andare in panchina contro la Roma e poi si vedrà. Lui si giocherà le sue chances, ma ovviamente in pochi sanno come giocherà.

La vittoria a Basilea resta. In testa restano anche le conclusioni vincenti di Tiago Rodrigues, ventottenne mezzala/trequartista portoghese, che sfiorò Fonseca andando e venendo dal Porto (ma nella breve parentesi di Paulo al Porto era al Vitoria Guimaraes e lo affrontò in campionato), restano alcuni strappi del bomber di origini gambiane, ma nato a Villafranca di Verona, Ali Sowe (è partito all'under 19 del Chievo e ha girato mezza Italia tra Pescara, Latina, Chievo, Modena, Lecce e Vibonese), ma restano anche alcune smagliature nella difesa a quattro. Sì perché quella sera a Basilea il Cska ha vinto e ha conquistato il diritto a partecipare all'Europa League, ma a 15 minuti dal termine perdeva 1-0, ha pareggiato con una prodezza di Tiago, si è ritrovato in vantaggio all'88' su una punizione ancora di Tiago deviata dalla barriera e ha segnato il 3-1 nel recupero sfruttando il contropiede. La classica partita fortunata che capita una volta a stagione e al Cska è già capitata.


L'occasione per la Roma, insomma, è ghiotta. Tra stasera e la prossima settimana (quando affronterà il Cluj, che stasera ospita lo Young Boys), battendo avversari non irresistibili potrà virtualmente chiudere la pratica della qualificazione ai sedicesimi di finale in programma a febbraio, usando poi le tre partite del ritorno per tenere sulla corda tutti i giocatori della rosa. Il rischio è quello della sottovalutazione, e la storia della Roma, soprattutto nelle coppe nazionali e internazionali, è piena di episodi mortificanti di questo tipo. Così come è normale che tifosi e semplici osservatori più o meno interessati professino ottimismo, deve essere normale per i giocatori della Roma entrare in campo con la ferocia necessaria a non concedere niente ai bulgari, tornati peraltro nei gironi di Europa League per la prima volta da tanti anni. Una volta questa squadra non aveva rivali in Bulgaria e ben figurava nelle Coppe europee. L'affrontò la Roma nell'anno della Coppa dei Campioni sfiorata, ai quarti di finale, vincendo entrambe le partite per 1-0 con molta fatica, con reti di Falcao a Sofia (19 ottobre 1983) e Graziani all'Olimpico (2 novembre 1983). Poi fu un tenero ostacolo per la Roma del primo Ranieri, anno di grazia 2009, fase a gironi, e furono ancora due vittorie, 2-0 all'andata (1 ottobre 2009) con reti di Perrotta e Okaka e 3-0 al ritorno in Bulgaria (16 dicembre 2009), con doppietta di Cerci e rete di Filippo Scardina, uno dei tanti attaccanti promettenti sfornati dalla Primavera (ora segnalato alla Pergolettese). Insomma, la tradizione è favorevole, il resto pure. Non complichiamoci le cose da soli.