Grazie a un suo gol, la Roma ha conquistato la qualificazione alla prossima Champions League prima di scendere in campo contro la Juventus. Un destro potente e preciso che ha catalizzato tutta la rabbia di Domenico Berardi per un'annata balorda. Dei quattro gol realizzati in campionato, quello a San Siro contro l'Inter è stato il più importante di tutti perché è stato utile a noi. Nonostante una stagione al di sotto delle aspettative, il ventitreenne di Cariati Marina non è mai scomparso dai radar di Eusebio Di Francesco, l'allenatore che più di ogni altro ha saputo valorizzare l'attaccante e che è accetterebbe ben volentieri la scommessa di riprovarci di nuovo. Centocinquantaquattro partite, cinquantaquattro gol e ben cinquanta assist. Questo è il bottino dell'esterno mancino con il nostro tecnico in panchina. Numeri importanti che, abbinati a una quotazione sicuramente inferiore rispetto ai trentacinque-quaranta milioni di euro chiesti la scorsa estate, giustificano il ritorno di fiamma per il calciatore.

 Apertura al prestito

Complici le ultime due annate, la valutazione del ragazzo è sicuramente scesa. Ciò detto, il presidente Squinzi stravede per il nazionale azzurro e la sua scarsa propensione alle svendite non sarà facilmente scalfibile. Rispetto al passato iniziano tuttavia a intravedersi incoraggianti segnali di apertura da parte della società neroverde, che non ha escluso a priori l'ipotesi di un prestito oneroso con diritto di riscatto (formula gradita a Monchi) o con obbligo di riscatto (ipotesi caldeggiata dal club emiliano). «Stiamo parlando con Berardi – ha detto l'Amministratore Delegato Giovanni Carnevali – e i colloqui sono appena iniziati. Lui non ci ha fatto richieste particolari. Valuteremo tutto in questi giorni, ma si parte sempre dalla volontà della società. Con lui ci sarà condivisione». Reduce dalla prima presenza con la maglia dell'Italia, Berardi non ha mai fatto mistero del feeling che lo lega a Di Francesco e questo ci pone sicuramente in posizione di vantaggio rispetto alle altre squadre a lui interessate (la Fiorentina, ad esempio).

Retroscena Inter

L'anno scorso, approssimativamente in questo periodo, Berardi vide tramontare la pista Inter. Piero Ausilio aveva intavolato la trattativa con il Sassuolo nei minimi dettagli, proponendo anche il cartellino di Caprari, poi finito alla Sampdoria a margine dell'operazione Skriniar, come contropartita tecnica. L'avvento di Luciano Spalletti in panchina e di Walter Sabatini all'area tecnica, abbinato alle difficoltà economiche di Suning, provocò tuttavia una brusca frenata, fino ad arrivare al definitivo naufragio delle negoziazioni. Chissà che a distanza di un anno non siano proprio Eusebio Di Francesco e la Roma a giovare di quel dietrofront improvviso.