Diceva Gandhi: «La vera era felicità dell'uomo sta nell'accontentarsi». E Paulo Fonseca ieri sera nel post partita di San Siro ha accolto l'insegnamento del Mahatma cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno dopo il pareggio con il Milan. «Non sono contento per il pareggio, non era quello che volevo prima della partita - ha detto il tecnico ai microfoni di Sky - Ma visto quello che è successo, con tutte le volte che siamo stati costretti a inseguire, lo considero un buon risultato».

Quello che sicuramente Fonseca si poterà da Milano sarà lo spirito mostrato dalla squadra: «È stata una gara equilibrata, abbiamo iniziato sotto dopo pochi minuti ma abbiamo reagito con coraggio e qualità. Peccato aver sbagliato spesso gli ultimi passaggi nella trequarti avversaria». La partita si è giocata spesso sui duelli offensivi con Ibrahimovic e Leao osservati speciali. Per loro il tecnico aveva studiato contromisure specifiche arrivando anche a spostare gli interpreti della difesa con Mancini al centro e Ibanez dirottato sull'esterno: «Ibra è un attaccante molto centrale, non cerca spesso la profondità. Leao invece è molto veloce e attacca la profondità ed è più veloce del difensore nell'uno contro uno, ma Ibanez è molto rapido e per questo l'ho messo sul centrodestra con Mancini al centro». Inevitabile la parentesi sull'arbitro Giacomelli finito al centro delle moviole per i due calci di rigore assegnati. Se quello fischiato su Pedro può avere un fondamento a termine di regolamento (il difensore del Milan invade lo spazio dello spagnolo), quello di Mancini è difficilmente comprensibile. Fonseca però si astiene dal commentare l'operato dell'arbitro: «Ognuno di noi può sbagliare. Se ha sbagliato, ha sbagliato per entrambe le squadre».

Prospettive

Dopo cinque partite la Roma resta imbattuta sul campo (resta la sconfitta a tavolino contro il Verona) ed esce da San Siro con qualche certezza in più in virtù anche del valore dell'avversario. Andare sotto e rimontare per tre volte a San Siro contro il Milan capolista è senza dubbio segno di salute. Restano le incognite, soprattutto in difesa. Sette gol subiti in quattro partite sono una spia da non sottovalutare e in questo senso il prossimo rientro di Smalling è una mano santa. Resta comunque la certezza di essere in grado di giocare contro le prime della classe.  In questo senso vanno lette le dichiarazioni di Fonseca che senza distaccarsi dal suo stile elegante tiene la squadra con i piedi ben saldi a terra ma allo stesso tempo invitandola a guardare in avanti: «Se parliamo di investimenti, sappiamo che ci sono due squadre più forti, ma noi dobbiamo dimostrare in campo la nostra ambizione. Vogliamo fare meglio della scorsa stagione, ma è importante pensare solo alla prossima partita. Dobbiamo pensare che stiamo crescendo e migliorando. Dobbiamo avere fiducia e ambizione». La prossima partita è già giovedì quando all'Olimpico arriveranno i bulgari del CSKA Sofia per la seconda gara della fase a gironi di Europa League.