Penultima settimana di novembre del 1979. A Cinecittà, è l'ultima dedicata alle riprese de "La città delle donne" di Federico Fellini. La piccola folla di caratteristi in caccia di una posa si sta diradando, occorrerà attendere il prossimo film di Federico: qui il "circo" sta ormai smontando. Ma a Roma, per un maestro, che ha terminato la sua opera, ce n'è un altro, che si è appena messo a lavoro: Nils Liedholm. Eppure, in maniera un po' drastica, Gianni Ranieri scrive su «Paese Sera» che «nella Roma funzionano pochissime cose». Siamo alla vigilia del match di Coppa Italia contro i campioni d'Italia del Milan. I rossoneri si sono appena cuciti la stella sulle maglie e attendono il Barone con un senso di rivalsa: secondo loro lo svedese ha abbandonato la squadra con troppa fretta. E, per dirla tutta, a Milano sono convinti di fare un sol boccone dei giallorossi. Altrimenti Giacomini non si avventurerebbe in ragionamenti come quello riguardante Bet. Il tecnico rossonero ha infatti anticipato che intende schierare l'esperto difensore centrale per permettergli di prendersi una rivincita contro Pruzzo, che nella gara disputata all'Olimpico lo aveva messo in difficoltà. Insomma, la Roma dovrebbe essere una sorta di palestra motivazionale. Effettivamente, la zona di Liedholm nelle sue prime uscite ha fatto acqua da tutte le parti. Pruzzo stenta a sbloccarsi e i mugugni fanno timidamente capolino. Dire che non ci sia grande fiducia per l'incombente visita a San Siro è un eufemismo. Scrive Piero Di Biagio su «Il Messaggero»: «La partita di oggi con il Milan si annuncia terribile, impossibile, chiusa. Eppure lui è fiducioso, spera sempre che da un momento all'altro quello che va dicendo venga finalmente recepito nella maniera giusta». Per inciso, quel "lui" è Nils Liedholm, che ha aperto l'ombrello e predica fiducia e ottimismo a chiunque abbia voglia di ascoltarlo.

Si gioca a un orario insolito, le 13:30. Si era anche pensato di poter trasmettere in diretta la gara, ma l'immancabile stato di agitazione di una categoria di dipendenti della televisione di Stato fa accantonare il progetto. I tifosi si dovran- no accontentare di un collega- mento all'interno del telegiornale. Quando questo avviene, però, la sorpresa deflagra in tutta la sua forza. La Roma vince a San Siro per 3-0.

Giacomini – evidentemente concentrato sulle alchimie psico- logiche del match – si avventura in marcature improbabili (ad esem- pio, Maldera su Bruno Conti) e i giallorossi sono padroni del cam- po. Al 18'Collovati, nel tentativo di arginare un'offensiva di Ancelot- ti, lo abbatte sulla tre quarti di campo. "Il Bimbo" colpisce in oriz- zontale, chiamando all'avanzata Benetti, che prende la mira indi- sturbato e batte a rete. La palla picchia a terra e nel rimbalzo scavalca le braccia di Albertosi e finisce in gol.

Palla al centro.

Si prosegue attendendo l'immancabile risposta del Milan, ma dopo sei minuti Conti inventa un furioso dribbling sulla destra, si libera di due avversari e scarica su Di Bartolomei. "Ago" non si attarda in cerimonie e batte a rete colpendo il piede di Bet. Questi devia la traiettoria di quel tanto che serve a mettere nuovamente fuori causa il numero uno rossonero: è 2- 0.

"Adesso i Campioni si arrabbiano davvero", pensano in molti, eppure passano altri sei minuti (essere regolari è tutto nella vita) e Benetti affida il pallone a Bruno. L'ala ondeggia da destra a sinistra, controlla brevemente il pallone e la- scia partire un tiro violento che s'infila sotto la traversa: 3-0. I rossoneri sono completamente nel pallone, non capiscono cosa stia succedendo. Liedholm invece ha le idee più chiare: «Quando siamo passati a zona» – dirà a Mario Bardelli de «Il Messaggero» – «li abbiamo fatti correre a vuoto. Tutto qui. Nel calcio chi corre a vuoto finisce sempre per perdere». Gianni Ranieri di «Paese Sera» (vi ricordate?) annota una frase che finirà l'indomani nel suo articolo: «Alla Roma funziona tutto». Non l'avevamo già detto?

Giacomini rimescola le carte, cambia la marcatura su Conti, che da Maldera passa a Collovati, ma è tutto inutile. Tancredi leva da sot- to la traversa una bordata di Mal- dera. Il pubblico, intanto, non restituisce due palloni finiti sugli spalti. Di quella partita i milanisti non ne vogliono più sapere. Però c'è ancora tempo per un cross tesissimo di Di Bartolomei, che innesca il colpo di testa di Ugolotti che serve allo 0-4. Mai nella storia la Roma aveva ottenuto un simile score sul terreno milanista. Quando alle 17:30 la squadra raggiunge Linate per imbarcarsi per la capi- tale, Liedholm viene raggiunto da un assistente di volo, tifoso giallo- rosso, che lo ringrazia e gli dice: «Non riesco a credere che la Roma abbia battuto il Milan per 4-0. È la verità o è uno scherzo?».

Gianni Ranieri (grande penna) scriverà: «I giocatori della Roma in attesa di spiccare il volo erano guardati dagli altri viaggiatori, ormai al corrente dello straordinario risultato di San Siro, come fossero stati i protagonisti di Guerre Stellari». «Il Tempo», con meno enfasi e mirabile sintesi, titolerà invece Roma, un blitz che fa storia... sì, la nostra.

(Da "Le 100 partite che hanno fatto la storia della Roma" di Tonino Cagnucci e Massimo Izzi).