Delisting: un termine diventato familiare negli ultimi tempi in casa Roma. L'uscita dalla Borsa è uno degli obiettivi che fin dai primi giorni di insediamento alla guida del club si è posto il gruppo Friedkin. E adesso il passo sembra vicino.

Il Ceo della Roma Guido Fienga ha chiarito i possibili vantaggi della scelta all'Ansa: «L'adesione degli azionisti all'offerta pubblica di acquisto obbligatoria, lanciata da Romulus and Remus Investments LLC, società controllata al 100% dai Friedkin e che detiene l'87% del capitale sociale della Roma, aiuterebbe il Club a compiere progressi nel proprio piano di sviluppo». Un piano che ha bisogno dell'ausilio da parte dei detentori di azioni. «Credo che se i nostri azionisti di minoranza accettassero l'offerta consentirebbero alla nuova proprietà di far progredire l'AS Roma nel programma di potenziamento del club e, di conseguenza, di investire più risorse nella società stessa e nel rafforzamento della squadra. Il nostro azionista di maggioranza prevede di continuare a investire e di proseguire con l'aumento di capitale, essenziale per supportare il club dentro e fuori dal campo. In sostanza il club godrà di molti vantaggi dal buon esito dell'opa e dal possibile delisting che da esso deriverebbe.

La Società sarà infatti in grado di operare in modo più flessibile e agile quando si tratterà di prendere decisioni a livello manageriale e di muoversi più rapidamente, semplificando le complessità legate allo status di società quotata. Vogliamo tutti la stessa cosa per la Roma: con l'aiuto del nostro azionista di maggioranza stabilizzeremo la situazione economico-finanziaria al fine di avere sempre una squadra sostenibile e competitiva sia in Italia sia in Europa. Una conclusione positiva del processo d'opa potrebbe aiutare il club a fare progressi nel miglior modo possibile».