Il profilo Justin per l'attacco della Roma corrisponde in tutto e per tutto a questo ragazzino impertinente che all'Ajax è ormai qualche anno che fa parlare di sé. Monchi lo sa bene e non perde tempo e anche ieri mattina, a Montecarlo, ha rifinito la strategia con Mino Raiola, procuratore del giocatore. Eppure se una cosa presenta meglio di altre Justin Kluivert è la sua data di nascita: 5 maggio 1999. Qualsiasi cosa, nel bene e nel male, si possa pensare di lui, viene dopo. Prima bisogna partire dal fatto che ha appena compiuto diciannove anni e che di solito a quest'età qui i giocatori, anche i più talentuosi, fanno impazzire gli allenatori giocando a volte bene e a volte meno bene in Primavera o con la Juniores. Se invece di lui si è parlato anche ieri mattina, e non per la primavera della Roma, ma per la prima squadra, è solo per l'enorme talento che il ragazzino ha mostrato prima nelle giovanili e poi nella prima squadra olandese, da sempre fucina di campioni pe(n)santi.

Che lui abbia le idee chiare è sempre più evidente. Lo ha spiegato bene David Endt, l'ex team manager dell'Ajax nell'intervista che pubblichiamo qui a fianco, ma si capisce anche ogni volta che il ragazzino apre bocca di fronte a un taccuino o a una telecamera. È successo anche ieri al termine della sfida dell'Under 21 Orange contro il Paraguay. Queste le sue parole riportate dall'emittente Fox: «Quello che posso dire è che ora farò una bella vacanza. Per il futuro vedremo, devo scegliere. Una o l'altra opzione sarà tutto per me ma non sono ancora convinto al cento per cento di nessuna soluzione. Ora ci sto pensando tranquillamente. Anche restare all'Ajax sarebbe possibile. Mi è stato detto che dovevo firmare il rinnovo. Altrimenti sarei dovuto andar via. Questo mi ha fatto riflettere. Mi sento sotto pressione. La cosa più importante per l'Ajax è che io estenda il mio contratto. Quindi non si tratta di calcio, ma di denaro».

Riassumendo: Justin Kluivert è ormai più di una semplice speranza del calcio ajacide e olandese in generale, la Roma gli ha messo gli occhi addosso da diversi mesi ormai e già da tempo ha provato a chiudere la trattativa, trovando una certa disponibilità nel ragazzo, e quindi in Raiola, e un muro nell'Ajax. Così prima lo stesso procuratore e poi direttamente il ragazzo (in un'intervista a un giornale olandese e ieri a Fox) hanno pubblicamente criticato l'atteggiamento della società. Chiaro il lamento di Justin: l'Ajax sta solo trovando un modo per vendere a più caro prezzo il suo giocatore, non sta pensando al suo futuro: sapendo che col contratto in scadenza tra dodici mesi non potrà pretendere cifre troppo esose (7,5 la valutazione di Transfermarkt.it, la bibbia online dei calciofili, 20 la cifra richiesta dagli olandesi, che è un po' anche il tetto massimo a cui arriverebbe la Roma), vorrebbe estendere il contratto proprio per poter monetizzare meglio la cessione.

In Olanda la vicenda è vissuta con una certa partecipazione dagli sportivi e dai tifosi dei lancieri in particolare e la maggior parte dei tifosi si è schierata con il club. Ma Justin crede che sia ormai giunto il tempo di lasciare l'Olanda e cercare subito la svolta alla carriera con una squadra più importante. La sua indicazione è chiara: «Voglio andare in Italia o in Spagna. La Premier? Meglio di no». Raggiungere la semifinale di Champions League è stata la spinta migliore che la Roma potesse avere e Monchi ha saputo usare gli altri argomenti a suo favore. Sta di fatto che la destinazione romanista è molto gradita e salvo clamorosi inserimenti di altri club magari dalle disponibilità più elevate (è questa la speranza neanche tanto nascosta dei dirigenti dell'Ajax) l'attaccante dovrebbe far parte della rosa della Roma del prossimo anno.

In questo senso la società giallorossa sembra pronta a firmare l'ennesima scommessa: rinunciare a qualche giocatore già formato per sostituirlo con un talento che nell'immediato potrebbe non dare le stesse garanzie ma che in prospettiva potrebbe avere meno limiti. E questo è proprio il caso di Justin Kluivert. La strada sempre spianata, insomma. Ma resta il non indifferente ostacolo della resistenza dell'Ajax, una società abituata a mercanteggiare fino a farne un vanto, un marchio di fabbrica, un segno di riconoscimento. E a volte per strada riesce anche trovare improvvisati partner. C'è per esempio chi sostiene che la Juventus abbia nuovamente quanto improvvisamente ravvivato il proprio interesse per il ragazzo, chiedendo informazioni dettagliate alla società olandese proprio nelle ultime ore. Ma sarà sicuramente una malelingua.