C'è chi lunedì l'ha addirittura scritto nel giudizio: «Ha sofferto in Nazionale da mezzala di regia, era in difficoltà ieri da mediano (e in più si è "inventato" un rigore proprio evitabile)». Ora, che nel calcio ognuno maturi il proprio giudizio è non solo un diritto inalienabile, ma anche la base su cui questo sport poggia il suo successo.

Garantire ad ognuno la possibilità di spiegare a un calciatore come tirare, a un allenatore come difendere meglio e a un dirigente come comprare un fenomeno risparmiando con l'ingaggio è la chiave della porta d'ingresso per sentirsi a pieno titolo cittadini di questo sfavillante mondo. Ma ci dovrebbero essere limiti almeno nell'oggettività di certe questioni. E sulla partita di Lorenzo Pellegrini contro la Juventus, in un ruolo seminuovo che però gli sta aprendo grandi prospettive, tutto si può dire tranne che il ragazzo si sia trovato in difficoltà e che quel rigore sia stato causato da imperizia. Ci sono dei fattori, per l'appunto oggettivi, che chiudono ogni discussione.


Le virtù difensive

A cominciare da come il numero sette della Roma si è calato nella parte. Ad esempio, provate a rispondere a questa domanda: in un reparto di centrocampo con Pellegrini e Veretout e con Pedro e Mkhitaryan sulla trequarti, chi è il giocatore che contro la Juventus ha evidenziato una miglior capacità di filtro? La quasi totalità degli interrogati risponderebbe Veretout, che peraltro contro la Juventus è stato di gran lunga il migliore in campo. Ma se si va a guardare la classifica di rendimento riguardo la miglior percentuale di duelli difensivi vinti tra prima e seconda giornata di serie A (limitando la ricerca ai calciatori impiegati in mezzo al campo), viene fuori una graduatoria di 64 giocatori in cui al primo posto, con un inequivocabile 87,5% troneggia Lorenzo Pellegrini, mentre Jordan Veretout si piazza al penultimo posto, con il 25% di duelli vinti, sulla stessa linea di Dabo del Benevento, Eduardo Henrique del Crotone e Marcelo Brozovic dell'Inter: peggio ha fatto solo Borja Valero della Fiorentina. Ma Veretout ha comunque altri meriti: tra cui quello di aver realizzato il primo gol su rigore e il secondo sulla meravigliosa ripartenza partita da un doppio rilancio di testa di Pellegrini, due volte respinto, e dall'apertura di Dzeko su Mkhitaryan, bravo poi a servire il francese davanti a Szczesny. Non solo: dal punto di vista dell'impostazione, Lorenzo si è comunque piazzato al 18' posto su una classifica di 60 giocatori per la percentuale di precisione del passaggio in avanti (quelli più complicati) con un ottimo 83,3%, tanto per capirci appena dietro De Paul, Luis Alberto e Barella che hanno totalizzato un brillantissimo 85,7%.

La postura sul rigore

C'è poi la questione del fallo di mano sul tocco di punta di Ronaldo in area, causa secondo molti commentatori di un generale abbassamento di voto (comunque sufficiente o ampiamente sopra la sufficienza secondo tutti i giornali, tranne quello rosa citato all'inizio del pezzo). Ma anche qui la postura del corpo di Lorenzo parla chiaro e il resto dovrebbero sancirlo le leggi della fisica. Quando Pellegrini si è trovato a chiudere su Ronaldo che era appena entrato in area saltando Kumbulla, ha pensato di chiudere d'istinto una possibile traiettoria verso la porta spostando il fianco e il bacino innaturalmente all'indietro, proprio per evitare che l'avversario potesse rientrare verso la porta o, peggio, tirare. Per compensazione, il braccio sinistro gli è rimasto staccato dal corpo e comunque tenuto basso: il tocco di punta di Ronaldo verso Ramsey l'ha sorpreso così. È una questione fisica: provate a correre, spostandovi all'improvviso sul fianco destro, inarcando il sedere all'indietro e provate a guardare il braccio in quale posizione finisce. Ma per giustificare un 5 in pagella si arriva a sostenere l'insostenibile, per rimarcare una presunta difficoltà nell'interpretazione di un ruolo che invece potrebbe schiudere al vicecapitano della Roma una nuova pagina di carriera. Fondamentalmente Pellegrini è una mezzala, non completamente a suo agio nel ruolo di trequartista. Abbassare il suo baricentro di qualche metro, affinando le doti difensive che sono in ogni caso già emerse, e contribuendo così a far uscire più pulita la manovra di una squadra che per impostazione costruisce ogni manovra dal basso può essere una soluzione intelligente e assai produttiva.

La vera sofferenza:

il nasoSe c'è stata una sofferenza per Lorenzo nel corso della partita con la Juventus è stata solo per le sue difficoltà di respirazione sorte dopo l'intervento di ricostruzione delle ossa nasali frantumate dallo spaventoso impatto con Milenkovic nel corso di Roma-Fiorentina del 26 luglio. Pellegrini fu operato subito dopo l'infortunio e secondo qualche teoria ha affrettato un po' i tempi di recupero per tornare disponibile undici giorni dopo l'operazione per la decisiva gara col Siviglia. Da allora è un fatto che per respirare meglio il centrocampista usa un cerotto che lo aiuta a tenere decongestionate le narici. Prima o poi, a Natale o a fine stagione, è probabile che torni sotto i ferri. Ma l'evidente fastidio che gli provoca si è notato da un particolare: non appena Fonseca l'ha richiamato in panchina, con un gesto secco Lorenzo si è "strappato" subito il cerotto. Che poi la Roma dopo la sua sostituzione non sia stata più troppo brillante è un altro fatto. Ma non ditelo alla rosea.