L'ultima volta con il pubblico allo stadio Olimpico per tifare Roma i tifosi giallorossi l'avevano vissuta il 23 febbraio scorso: Roma-Lecce 4-0, erano 34.000 sette mesi fa. Mentre erano solo mille, come previsto, ieri sera al ritorno ufficiale dopo la lunga astinenza dovuta all'epidemia da coronavirus. Mille e tutti in tribuna Monte Mario: 250 operatori sanitari che hanno combattuto il Covid-19, come promesso durante il lockdown, poi invitati di Roma Cares, sponsor e partner.

Non poco rumorosi, per altro. Perché Roma-Juve è pur sempre una partita che motiva da sé . È iniziata nel silenzio la serata, umida e di pioggia battente. Fino ai primi rumori alla lettura delle formazioni, con qualche applauso per tutti i giocatori e tanti applausi per Edin Dzeko. E a qualche coro bello e buono dal fischio d'inizio in avanti e nei momenti più concitati della gara. Non è mancata qualche polemica nei confronti del direttore di gara Di Bello, reo di aver fischiato un po' troppo in favore di Chiellini e compagni i duelli con il capitano bosniaco della Roma. 

Spicca anche la tribuna autorità, che sembra quella delle grandi occasioni ma con il distanziamento: con il commissario tecnico della Nazionale Roberto Mancini in tribuna, con Nicolò Zaniolo in veste di tifoso a seguire e sostenere la squadra, ma soprattutto con Dan e Ryan Friedkin al loro esordio allo stadio Olimpico dopo il viaggio al Bentegodi di Verona della scorsa settimana. Mascherina rigorosamente della Roma indossata e distanziati da due seggiolini, i nuovi proprietari della Roma hanno esultato come dei veri tifosi, immortalati dalle telecamere, al gol del vantaggio romanista arrivato con Veretout su rigore. «Gimme five», devono essersi detti in tribuna, con accanto anche il Ceo, Guido Fienga.