Ci sono mille variabili per capire quali ragazzi della Primavera andranno in ritiro con la prima squadra: le cessioni dei giocatori in rosa, i nuovi acquisti, le ferie supplementari di chi a giugno aveva impegni di nazionale, i rientri dai prestiti che non vengono piazzati subito. Mille variabili e poche certezze: la Roma non ha ancora neppure abbozzato la lista - nell'anno del Mondiale, pur in assenza dell'Italia, è tutto ancor più aleatorio - ma, comunque vada, Alessio Riccardi ci sarà. Diciassette anni compiuti ad aprile, romano della Magliana, pescato da Bruno Conti nella Lazio calcio a 5, quest'anno ha confermato in pieno quello che si è sempre saputo sul suo conto: ha le stimmate del predestinato, l'arrivo in serie A è solo questione di tempo, lavoro e umiltà. Il resto, gliel'ha già dato madre natura: tecnica, eleganza, dribbling e facilità di calcio, che sia per lanciare un compagno, o per concludere a rete, magari da fuori area.

La consacrazione

In Italia lo conoscevano da anni, ora si è fatto conoscere anche con l'Italia, che non ha mai vinto un Europeo Under 17: domenica, molti ragazzi del settore giovanile della Roma non hanno visto il calcio d'inizio della gara col Sassuolo perché stavano seguendo i loro tre compagni - con Riccardi c'erano anche il centrocampista Greco, 6 presenze su 6 nonostante una brutta botta nella seconda gara, e il terzino sinistro Semeraro - che stavano giocando la finale con l'Olanda, iniziata alle 19.15. Quelli che invece hanno cambiato canale, hanno lasciato gli azzurrini di Nunziata - un biennio di A col Padova negli Anni 90, e un passato da vice di Di Biagio in Under 21 - in vantaggio di un gol, proprio per una prodezza di Riccardi, dribbling e destro a giro, da fuori area, e 2-1, al 23' del secondo tempo, in gare da 80'. Aveva saltato la semifinale col Belgio per somma di cartellini, era tornato in tempo per alzare la coppa, visto che di quell'Under 17, oltre che numero 10, è anche capitano, glielo hanno impedito il 2-2 nel finale di Brobbey, talentino emergente dell'Ajax, e gli errori dal dischetto del suo amico della Lazio Armini, e del capocannoniere degli azzurri, l'interista Vergani, un altro che ha colpi da piccolo fenomeno. E lui il suo rigore non l'ha neanche tirato, visto che l'Olanda non ha sbagliato mai, chiudendo la serie al settimo dei dieci tiri. Ha molte occasioni per rifarsi: tempo fa, a Roma Tv, disse che avrebbe voluto giocare sia le finali scudetto con la Primavera, con cui ha segnato 7 gol in 24 partite, che quelle coi coetanei della Roma Under 17, con cui non ha fatto un minuto quest'anno. Poteva farne qualcuno in prima squadra: Di Francesco lo aveva portato in panchina col Benevento, e stava per farlo entrare, preferendolo a Marcucci, 2 anni più grande, regista e vice-capitano della Primavera, in panchina con lui e Bouah, in quella domenica di emergenza. Nel finale gli era stato detto di scaldarsi, la Roma era sul 4-1: Brignola ha segnato, Di Francesco ha preferito andare sul sicuro mettendo De Rossi. Arriverà lo stesso l'esordio, tra qualche mese, da qualche mese è arrivato il contratto: senza, con l'Europeo che ha fatto, ci sarebbe stata la fila per portarlo via.