Henrikh Mkhitaryan, trequartista della Roma, ha rilasciato una lunga intervista al sito del club giallorosso:

Dopo una stagione in prestito ora sei a tutti gli effetti un calciatore della Roma. Quanto è importante per te aver definito la tua posizione? Il fatto che fossi qui in prestito è stato in qualche modo un elemento condizionante durante la stagione?
"A essere sincero non sono mai stato veramente preoccupato di questo aspetto. Mi sono sempre concentrato per giocare bene e aiutare la squadra, per poi capire se a fine stagione avremmo trovato un accordo assieme a Roma e Arsenal per restare qui a titolo definitivo. Sono davvero felice di essere un calciatore della Roma. Credo davvero di aver preso la decisione migliore, giusta per me e per la mia carriera. Non vedo l'ora di iniziare una nuova stagione qui".

Ora che sei a titolo definitivo della Roma, cambierà la tua mentalità o il tuo approccio all'interno dello spogliatoio?
"No, non cambia niente. Sono lo stesso ragazzo. Sono lo stesso giocatore e ho le stesse ambizioni, non è cambiato nulla. Per me non è importante essere in prestito o a titolo definitivo. Lavoro duramente ogni giorno, spingo al massimo per dare il meglio di me stesso in allenamento e in partita. Posso solo dire che darò tutto per questo Club e darò il massimo nelle partite che verranno per ottenere successi con la squadra".

Questo precampionato è molto diverso dal normale. Quanto sei riuscito a riposarti durante queste vacanze? Hai fatto qualcosa di diverso per restare in forma in vista della ripresa della stagione?
"Prima di tutto, quest'anno le vacanze sono arrivate in un momento diverso, di solito le abbiamo in un altro periodo dell'anno, verso la fine di maggio e giugno, per poi iniziare la preparazione a luglio. In questa stagione è stato diverso, c'è stata una pausa, ma più corta di come eravamo abituati prima. Riposare è utile, mentalmente e fisicamente, per poi iniziare più freschi la stagione. Non sarà possibile andare da nessuna parte per il ritiro ma sono sicuro che stando qui a Trigoria potremo lavorare ancora più intensamente e al meglio, restando concentrati sugli allenamenti".

La scorsa stagione ti sei unito al Club a stagione in corso, mentre quest'anno riuscirai a svolgere tutto il precampionato con il gruppo. Quanto è utile questo aspetto nella stabilità di un calciatore?
"Alla fine la scorsa stagione non ho disputato solo due partite, quelle contro Genoa e Lazio. Quest'anno ovviamente spero di essere a disposizione per la prima partita. La cosa più importante è farmi trovare in forma, per aiutare la squadra a giocare e a segnare. Mi rende felice quando la squadra vince e quando riesco a dare il mio contributo ai nostri successi".

A livello personale hai concluso la scorsa stagione in maniera davvero impressionante, giocando con regolarità e partecipando a parecchi gol. Sei fiducioso di poter continuare su quella strada?
"Vorrei che fosse sempre così facile! Ma ovviamente le cose possono cambiare. L'unica cosa che possiamo fare nel nostro mestiere è metterci al lavoro per raccogliere i frutti delle nostre fatiche. Io gioco a calcio per fare gol e assist, anche se ovviamente non è sempre la cosa più importante perché in alcune partite puoi fare una grande prestazione anche senza gol o assist, dando comunque il tuo contributo alla squadra per la vittoria. Credo sia più importante lavorare sempre più duramente sul campo per permettere alla squadra di vincere, senza pensare necessariamente a un gol o a un passaggio vincente. Quindi farò senz'altro il massimo per fare ancora di più e migliorare le mie statistiche rispetto alla scorsa stagione".

Come hai ritrovato i tuoi compagni quando siete tornati? La scorsa stagione si è conclusa in modo strano: c'è stato un grande finale di campionato, ma l'ultima partita con il Siviglia ha lasciato l'amaro in bocca.
"Non abbiamo passato tanto tempo in gruppo, la squadra è stata insieme per un giorno e poi alcuni giocatori sono partiti con le nazionali. Ma ora iniziamo una nuova stagione, è una nuova pagina, dobbiamo essere positivi e pensare positivo. Dobbiamo raggiungere un obiettivo questa stagione, non sarà facile perché tutte le squadre vogliono la stessa cosa, ma sono sicuro che questa squadra ha le capacità e le abilità per puntare a qualcosa di più grande quest'anno".

Cosa hai imparato dalla tua prima stagione in Serie A e dal calcio italiano?
"Prima di tutto ritengo che il calcio in Italia sia sottostimato, non è quello che le persone pensano o dicono. Posso dire che prima di venire sentivo tante persone affermare che la Serie A non fosse di un livello sufficiente, che le squadre non fossero forti abbastanza. Beh, posso dire che si sbagliano di grosso. Dalla prima partita che ho giocato, contro il Sassuolo, ho capito che il calcio italiano è molto di più rispetto a quello che dice la gente. Sono rimasto molto impressionato dalla qualità dei giocatori anche nelle squadre meno attrezzate. Ogni squadra vuole tenere il pallone, vuole attaccare, non resta solo sulla difensiva ad aspettare che l'avversario commetta errori. Vogliono giocare a calcio, divertirsi e fare punti. Per me è stato veramente impressionante, perché non mi aspettavo un così bel modo di giocare da tutte le squadre. Per questo posso dire che venire in Italia è stato un bene per me".

Ovviamente questa stagione si aprirà senza i tifosi sugli spalti, ma c'è la speranza che ritornino presto all'Olimpico. Quanto ti hanno impressionato i romanisti la scorsa stagione? Segnare al debutto ti ha aiutato a presentarti?
"È stata una grande sensazione. Ovviamente è doloroso vedere gli stadi vuoti, noi giochiamo sempre per i tifosi e vogliamo che vedano i nostri gol e le nostre vittorie. Vogliamo dare loro gioia e sensazioni positive. Ma ovviamente capiamo tutto quello che sta succedendo ora. Gli stadi sono chiusi per loro, per tenerli al sicuro e per non correre rischi di nuove infezioni. Speriamo di risolvere presto questo problema e di rivederli allo stadio molto presto per sostenere la nostra squadra".

Hai avvertito il sostegno dei tifosi sui social media, anche se erano assenti allo stadio?
"Da quando sono arrivato ho sentito subito il supporto dei tifosi, ovunque: nello stadio, nella città, nei ristoranti, persino attraverso i social media. Abbiamo tifosi davvero attaccati alla squadra e sono felice di averli al nostro fianco, perché ci danno la spinta giusta per giocare bene per loro".

La squadra si è rinforzata con Pedro. È un giocatore che conosci bene, dai tempi in cui giocavi in Premier League. Quali qualità pensi che porterà alla squadra?
"Un grande giocare e una grande persona. Non abbiamo avuto ancora la possibilità di parlare molto ma sono sicuro che avremo il tempo per farlo. Come giocatore lo conoscono tutti, è un grande calciatore, ha vinto tutto nella sua carriera e ha giocato nei migliori club, come il Barcellona, il Chelsea e ora la Roma. Penso che il suo contributo sia veramente importante per raggiungere i nostri obiettivi. Ovviamente dovremo aiutarlo ad ambientarsi e a prepararsi al nuovo campionato, ma sono certo che con un giocatore del genere potremo fare una bella stagione".