Strano ma Verona. La Roma comincia dal Bentegodi e trova subito la Juventus alla seconda giornata, rispettivamente il 20 e 27 settembre (al netto di anticipi e posticipi, ancora da fissare). Una sequenza iniziale identica a quella andata in scena cinque anni fa, ai tempi del debutto giallorosso di Dzeko, che ha esordito contro i veneti e nel turno successivo proprio ai bianconeri ha rifilato il primo dei suoi 106 gol da romanista. Singolare che oggi il bosniaco appaia in bilico fra la Capitale e Torino e che la sfida arrivi a mercato ancora aperto, quando potrebbero ancora non esserci certezze in merito. La sfida contro i bianconeri arriva al secondo turno per la sesta volta: due le vittorie (completano il quadro due pareggi e una sconfitta), l'ultima in ordine di tempo col sigillo di Dzeko appunto; la precedente, altrettanto memorabile, risalente al 5 settembre 1993: 2-1 anche all'epoca, con gol di Balbo, Moeller e Muzzi e due rigori falliti dagli ospiti con Baggio e Vialli. Il debutto a Verona invece si è verificato anche nel 2001, con lo scudetto sul petto: 1-1 il finale.

Scherzi del calendario, che ripropone anche il derby alla penultima, un'emozione (e non da poco) già vissuta nella stagione precedente, 2014-15. Andata e ritorno indimenticabili per differenti ragioni: prima la rimonta firmata Totti con acrobazia da album Panini e festeggiamenti a base di selfie sotto la Sud. Poi la rete di Yanga-Mbiwa nel finale di gara (e campionato) a suggellare la Champions diretta proprio ai danni dei dirimpettai, che avevano pregustato il sorpasso a lungo, salvo ritrovarsi con l'amaro in bocca al fotofinish. Sogno da un lato - quello giusto - incubo dall'altro.

Peraltro nella stagione che si appresta a cominciare le date saranno molto vicine a quelle di sei anni prima: 11 gennaio e 25 maggio allora; 17 gennaio e 16 maggio nel 2021. La gara di andata sarà disputata a quasi un anno di distanza dall'ultima (26 gennaio 2020), con un intervallo che così lungo si è verificato raramente, se si escludono gli undici campionati di B dei biancocelesti. Oltre undici mesi trascorsero fra la stracittadina del 6 febbraio 1938 e quella del 15 gennaio 1939, anche se all'epoca in mezzo alle due sfide di campionato si disputò un derby amichevole (il 22 maggio del '38).
Il passato più recente propone invece una sorta di doppio testacoda. Nel campionato concluso ad agosto, la Roma ha giocato i derby alla seconda giornata, concludendo contro la Juve. Questa volta l'ultima sarà sul campo del neopromosso Spezia - ultima squadra a raggiungere la massima categoria - ancora in trasferta in ossequio all'allestimento dello stadio Olimpico per la gara inaugurale per l'Europeo. I liguri evocano uno spiacevole ricordo, ancora risalente al 2015: la clamorosa eliminazione ai rigori da una Coppa Italia con un tabellone mai così favorevole.

La tradizione contro le squadre provenienti dalla Serie B è però molto più che favorevole: sono 23 le vittorie consecutive conquistate dai giallorossi dal 2016 (anno dell'ultimo pareggio, nella trasferta di Cagliari) a oggi. Prima dello Spezia, ci saranno il Benevento alla quarta giornata come nel 2017 (in casa, il 18 ottobre, subito dopo la prima sosta) e il Crotone alla sedicesima, in trasferta, nel giorno dell'Epifania. Ma l'anno nuovo si aprirà ancora all'Olimpico, il 3 gennaio, contro la Sampdoria, una data che per poco non coincide con quella del 1977 in cui si scrisse la Storia della Sud: allora era il 9 gennaio, avversari sempre i blucerchiati e battesimo del Cucs in Curva.

Il 44° anniversario del leggendario gruppo potrebbe essere festeggiato di fronte all'Inter, avversaria nel diciassettesimo turno. La gara è in calendario domenica 10, ma potrebbe valere l'anticipo del sabato sera, a far salire la febbre a 90 se il 2021 regalasse la fine dell'incubo Covid e il conseguente ritorno del pubblico allo stadio. Curiosa la sequenza in programma fra la settima e l'ottava giornata d'andata, quando la Roma affronterà in successione (anche se con la sosta in mezzo) il Genoa a Marassi e il Parma in casa, ovvero le due avversarie contro le quali ha conquistato gli ultimi scudetti, nelle sedi dove la festa è esplosa nel 1983 prima e nel 2001 poi. Vuol dire poco, certo. Ma anche tanto.