Intervenuto sulle frequenze di TeleRadioStereo, Alberto Villani, membro del CTS e direttore del dipartimento emergenza del Bambino Gesù, ha parlato della riapertura delle scuole e dell'inizio della Serie A nella fase di convivenza col virus. 

C'è stato un aumento di contagi negli ultimi dieci giorni.

"Aumento atteso, i comportamenti delle settimane precedenti lasciavano presagire quanto sta accadendo. Siamo sempre all'interno di una pandemia, ci sono Paesi che non hanno saputo prendere provvedimenti con misure di contenimento. Bisogna lavarsi le mani, stare a distanza, indossare la mascherina, se non lo si fa si rischia, non bisogna abbassare la guardia. E' un campanello d'allarme, ma al momento la situazione non è cosi drammatica".

I recenti dati parlano anche di molti contagi tra i giovani e tra i bambini.

"Per i bambini si è chiuso immediatamente la scuola a marzo: fu una scelta criticata, ma anche ha portato i frutti sperati. Adesso si è tornato ad avere una socialità e bisogna essere responsabili, perchè anche i più piccoli possono essere coinvolti".

Esiste il rischio di un rinvio dell'apertura delle scuole?

"Può esserci un rischio, ma solo se si continuasse a non rispettare le regole. La mascherina è una privazione di libertà? Chi la pensa così, andasse in quei Paesi che stanno vivendo un momento drammatico, come il Brasile".

Come si fa a garantire il distanziamento nelle scuole?

"Il problema è relativo alle scuole, non ai ragazzi. Non è possibile che ci siano più locali a ricevere i nostri ragazzi, il virus sta mettendo a nudo vecchi problemi che ci stiamo portando dietro da tanti anni".

Gli asintomatici sono pericolosi e, se si, in che maniera?

"La malattia nasce dall'aggressività del germe e le condizione dell'organismo che viene aggredito. Il diffondersi del virus è chiaro che porterà ad un contagio importante, ma credo che in ogni caso sia fondamentale rispettare le misure di contenimento che conosciamo e che abbiamo ripetuto in precedenza".

Il campionato rischia di non partire il 19?

"Difficile rispondere, ma anche il calciatore deve tutelare la propria salute. Non ci si deve esporre a rischi, i giocatori dovrebbero perfezionare un codice di comportamento. Con questo virus non si scherza".