Dopo il lock-down, un elemento importante della rosa della Roma. Da quando Fonseca è passato alla difesa a tre Roger Ibanez è uno di quelli che ha convinto di più. Il brasiliano ha raccontato a One9 Content il suo rapporto speciale con il padre, le difficoltà nei primi tempi in giallorosso e le sue ambizioni. Ecco le sue parole.

Sull'infanzia e il rapporto col padre
"Sin da bambino mio padre usciva sempre per giocare a calcio ed io stavo sempre dietro, andavo con lui. Poi quando avevo 12 anni ho iniziato a seguirlo in ogni partita con la sua squadra che faceva e quando c'era il fischio finale io e gli altri figli dei giocatori correvamo in campo per cominciare a giocare (ride). Mio padre mi aiutato molto a crescere umanamente. Io sono uscito presto di casa, prima dei 17 anni, e quando l'ho fatto sembravo già pronto a tutto grazie a quello che lui mi aveva insegnato".

La Roma e le sue ambizioni.
"Avevo il sogno di arrivare in un club grande, ma non pensavo così presto. Il prossimo passo è arrivare alla nazionale maggiore. Ora penso solo a lavorare e ad impegnarmi di più. Appena sono arrivato a Roma è iniziata la quarantena, è stata un po' dura, ma con l'aiuto di mio padre e della mia fidanzata la situazione è stata tranquilla. Mi allenavo in casa, seguivo i consigli dello staff del mister e pian piano è arrivata la possibilità di giocare. Ora è il momento di sfruttare tutto l'impegno che c'è stato per arrivare fin qui, questa sequenza di partite giocate è stato come un premio. In questo periodo ho saputo anche di diventare padre. Stavo vedendo un film quando ho sentito la mia ragazza piangere di gioia in bagno, con in mano il test. Dico a mia figlia che non vedo l'ora di prenderla in braccio, era la cosa che più avevo bisogno".

Visualizza questo post su Instagram

Sonho de criança, força da família e como soube que seria pai!! @jonathanxg @one9content @rogeriobernardo41 @bruna.kisner @valeria_c.ibanez @maygoncalves

Un post condiviso da Ibañez (@ibanez41oficial) in data: