Ha dovuto attendere più del previsto Riccardo Calafiori per il suo esordio in prima squadra, ma ne valeva la pena: la Roma ha vinto per la prima volta allo Juventus Stadium grazie a un rigore che si è procurato il più giovane in campo, con astuzia da giocatore vero. Erano entrambi romani e romanisti e al debutto in serie A i due laterali sinistri di ieri, entrambi dal primo minuto: Gianluca Frabotta, ex Savio e Bologna, non ha demeritato, Riccardo Calafiori ha stupito (chi non lo conosceva).

Qualche minuto per prendere confidenza, con un fallo su Bernardeschi dopo 3' che qualche arbitro meno esperto di Rocchi avrebbe potuto punire con uno di quei cartellini gialli alla prima irregolarità che dovrebbero servire a fare da monito a tutti gli altri, poi il ragazzo ha preso le misure. E le ha prese talmente bene che al 37' ha messo in rete un gol bellissimo, calciando al volo, dalla lunetta, con il destro - lui che è un mancino naturale, ma già in Primavera aveva colpito con l'altro piede - un pallone allontanato di pugno da Sczesny, per anticipare il colpo di testa di Fazio.

Gol annullato, non per colpa sua: la traiettoria del calcio d'angolo, prima di arrivare a centro area, aveva varcato la linea di fondo. Il ragazzo non si è scomposto, e pochi minuti dopo, lanciato con un bel filtrante da Villar, ha cercato e ottenuto, con astuzia non certo da 18enne, il rigore che ha portato in vantaggio la Roma, costringendo al fallo uno come Danilo, che, prima della Juventus, ha nel curriculum Santos, Porto, Real Madrid, Manchester City e Seleçao.

Al quarto d'ora della ripresa, con la gara ampiamente in controllo, Fonseca lo ha richiamato in panchina, mettendo in campo Bruno Peres. «Notti magiche e sogni di una vita che si avverano... Non poteva esserci esordio migliore!», ha scritto su Instagram il ragazzo. «Felicissimo per te, complimenti», gli ha scritto Zaniolo, sullo stesso social.

Ma i più felici, ovviamente, sono papà Alberto e mamma Barbara, che senza le porte chiuse causa Covid avrebbero dovuto, come si usa in questi casi, organizzare in tutta fretta la trasferta a Torino per vederlo dal vivo.

«Lo abbiamo saputo come tutti, il giorno prima, quando lo ha detto Fonseca - spiega il padre - non sospettavamo nulla. Avevamo un po' di amici, eravamo una decina di persone, e così, visto che casa nostra non è molto grande, siamo andati in un ristorante. Solo che la cucina ha preso fuoco, e così siamo scappati in un altro. Direi che è andato bene mio figlio, contando che aveva in pratica solamente due allenamenti e qualche rifinitura con la prima squadra. Mi preoccupava il suo stato d'animo, la tensione: non è mai facile giocare allo Stadium. Certo, la delusione c'è stata, quando gli hanno annullato quel gol, ma poi si è rifatto...»