Tappa fissa. La gara con la Fiorentina presa a pallonate diventa la quinta vittoria nelle ultime sei giornate. Ovvero la Roma si è riabituata a vincere. E a lottare. Un gradino dietro l'altro si avvicina quell'obiettivo minimo del quinto posto che certo non può entusiasmare, ma quantomeno non lascia in eredità pericolosi anticipi alla prossima stagione, già dietro l'angolo. Conquistare l'accesso diretto all'Europa League resta un dovere, sognare di poter competere nel torneo continentale di agosto diventa un piacere, con qualche sfumatura di credibilità. Piacere acuito dall'evidenza di una squadra che - ora si può dire - ha ritrovato l'anima. Sedici punti in sei partite non possono essere un caso, tanto più se i soli due mancanti sono stati smarriti contro la seconda in classifica più per casualità che per veri e propri demeriti. Il bottino è arrivato quando Fonseca ha puntato sì sul nuovo modulo, ma soprattutto su un'ossatura che a oggi si può considerare titolare senza urtare alcuna suscettibilità. Anche perché la Roma è tornata a "ragionare" di gruppo, oltre che a giocare da corpo unico: uniti verso la meta.

E non a metà, ma tutti. Compreso chi subentra, cancellando definitivamente le polemiche dei giorni scorsi. Vedere Zaniolo rincorrere l'avversario di turno apre il cuore forse anche più delle sue strepitose cavalcate trasmesse in mondovisione. Talento e tigna, combinazione vincente. Per diventare anche squadra vincente forse servono ancora ulteriori dosi di entrambi, ma intanto è lustro per gli occhi contemplare quella maglia così splendidamente vintage riempita dalla voglia di non mollare. Il primo ghiacciolo servì a rinfrescare l'aria rarefatta degli Anni 70 e aprire gli 80 densi di gloria. Quello attuale regala qualche sollievo dopo i mancamenti d'aria stagionali. Ma può ancora significare molto, a partire dalle prossime due gare, in cui vanno conquistati i tre punti che mancano senza condizioni e possibilmente va onorato il campionato fino all'ultimo istante. Anche per non far calare il livello di concentrazione in vista del minitorneo tedesco. La gara di ieri fa ben sperare, al di là delle modalità che hanno portato al risultato: di rigori simili e anche molto più discutibili ne sono stati concessi a valanga in era Var, molti proprio ai danni della Roma e mai accompagnati da urla scandalizzate dei commentatori di turno. Casa è stata chiusa bene per l'estate. Ma nessuno si senta in vacanza.