Archiviata la Champions, si ripensa alla Champions. Da domani. Ma più probabilmente da mercoledì sera. Non a quello che poteva essere (se gli arbitri delle due semifinali, se il blackout di Anfield, se se e se). Molto a quello che è stato (crescita, consapevolezza, rivoluzione della mentalità, convinzione che nulla è impossibile). Tantissimo a quello che sarà. Ripartendo dalle parole dell'immediato post partita con il Liverpool. Memorabili quelle di Capitan De Rossi: «L'anno prossimo bisogna fare la Champions come un qualcosa da voler provare a vincere, perché abbiamo visto che non siamo così inferiori agli altri. La Roma deve aumentare la sua dimensione europea».

La pietra miliare che indica la direzione per il futuro. Non esiste altra strada che non passi per la conquista di un'altra qualificazione alla coppa europea più prestigiosa. Manca davvero poco dopo l'ultimo turno di campionato, con le lunghezze di distacco sulla quinta che sono diventate quattro, a sole tre giornate dal termine. Settanta punti dopo 35 partite, frutto di un percorso non sempre irreprensibile, ma raddrizzato proprio nel periodo in cui sulla carta poteva apparire più complicato, quello del doppio impegno in campo nazionale e continentale. Eppure fra il Barcellona e il Liverpool sono arrivati dieci punti in quattro gare: un pareggio nel derby che poteva trasformarsi in trionfo nel finale, quando l'ennesimo palo ha negato l'apoteosi; poi tre vittorie senza discussione, con Genoa, Spal e Chievo.

Soprattutto nelle ultime due, immediatamente a ridosso delle semifinali contro i Reds, la Roma ha dato sfoggio di piglio differente, anche rispetto al recente passato. È entrata in campo con la testa giusta, scongiurando ogni rischio di deconcentrazione e sottovalutazione degli impegni. In particolar modo contro il Chievo, quando i giallorossi sono stati costretti a giocare in dieci per larga parte del match. Ma non hanno mai perso la bussola, andando anzi ad arrotondare il risultato e a fornire ulteriori prove di forza e convinzione.

Domani può risultare la prova decisiva, con gli incroci delineati dal calendario. Di fronte ci sarà il Cagliari, avversario con l'acqua alla gola che al momento di scendere in campo potrebbe essere ulteriormente in difficoltà e addirittura cominciare la partita da terzultimo in classifica. Ovvero in una posizione che significherebbe retrocessione in Serie B per i sardi. Va da sé che la gara si presenta delicatissima, anche dal punto di vista ambientale.

Peraltro la Roma difficilmente potrà contare sul recupero degli acciaccati Strootman e Perotti, che ancora ieri si sono allenati a parte. Le riserve saranno sciolte direttamente in fase di convocazione, ma l'olandese sembra avere qualche chance in più. se riuscisse a rientrare a Cagliari, toccherebbe quota cento presenze in campionato. A Cagliari il numero 6 tornò a riprovare la gioia del gol dopo la lunga assenza per infortunio, il 28 agosto del 2016. Se riuscisse a rientrare proprio in Sardegna, toccherebbe quota cento presenze in campionato. Altrimenti, ancora spazio a Pellegrini insieme al grande ex Nainggolan, fresco trentenne. In regia probabile spazio a Gonalons.

Davanti è di nuovo il turno di Ünder, che anche nel finale della sfida di Champions ha mostrato di essere "in palla", conquistando anche il rigore (l'unico concesso) che ha portato il risultato sul 4-2. Il turco è uno dei volti di domani. E del domani. Che passa sempre per la Champions.