Si gioca e si tratta. Un inedito assoluto. Non perché in passato il mercato non si sia mai incrociato con le partite giocate, anzi, ma l'inedito che stiamo vivendo è roba che chissà se mai ricapiterà. Basti pensare, per esempio, a Pjanic che esulta per i gol della Juventus pur essendo ormai un giocatore del Barcellona che, tra l'altro, potrebbe incrociare, da juventino, nelle final eight di Champions League. Roba ai confini della realtà. La Roma, ovviamente, sta dentro questo inedito con tutte le scarpe. Sia in entrata che in uscita. Riguardo agli acquisti (o conferme) per due terzi il lavoro è stato completato: Pedro sarà giallorosso, Mikitharyan continuerà a esserlo, per Smalling ci suggeriscono di pensare che sia soltanto questione di tempo. Per l'armeno è stato fatto un piccolo capolavoro. Il suo cartellino ora è di proprietà della Roma, costo zero, con la regia di quel volpone di Mino Raiola (e di Franco Baldini dal suo ponte di comando a Londra) capace di convincere l'Arsenal a rescindere il residuo anno di contratto del giocatore. E, allo stesso tempo, firmare per un'altra stagione con il club giallorosso con un'opzione minimo per altri dodici mesi, che si concretizzerà al raggiungimento di determinate condizioni: le presenze (non meno di 20) di Mkhitaryan nella prossima stagione.

Ora, però, la società giallorossa ha l'esigenza di vendere, sfoltire una rosa extralarge, ridimensionare un monte ingaggi da Champions, ma che in Champions non sarà. A Trigoria, via Tolstoj, Londra, ora l'obiettivo è incassare, realizzare plusvalenze, risistemare nei limiti del possibile un bilancio che definire in rosso non dà l'idea fino in fondo. Per dire: Morgan De Sanctis nel suo nuovo ruolo di (vice) direttore sportivo, per i prossimi giorni ha convocato una marea di procuratori. Scopo degli incontri sarà quello di consegnare a tutti una lista di nomi da cedere con tanto di prezzo indicativo accanto. Saranno quindi tutti coinvolti in questa operazione sfoltimento che non sarà certo una passeggiata di salute, considerando soprattutto i costi dei contratti giallorossi. In questo senso potrebbe esserci una novità importante per uno di quei nomi, Pastore, che al momento pensare di cederlo è un'operazione di sfrenato ottimismo.

C'è un'offerta born in the Usa per l'argentino: l'Inter di Miami vorrebbe portarlo al di là dell'Atlantico, l'idea è nientepopodimenoche di David Beckham, proprietario della franchigia della Florida. A Pastore è già stato detto che gli sarebbero garantiti per intero i tre anni di contratto a circa otto milioni lordi, roba che a Beckam bisognerebbe fargli un monumento. Al momento, però, i Miami non offrono alla Roma i quindici milioni di euro abbondanti che servono per evitare minusvalenza. Ma in questo senso la società giallorossa potrebbe decidere di farla. L'idea è figlia legittima dell'arrivo di Mkhitaryan. Cioè fare come ha fatto l'Arsenal con l'armeno. Spieghiamo. L'ulteriore anno di contratto ai Gunners sarebbe costato 13 milioni lordi. Lasciandolo libero li hanno risparmiati, cioè la minusvalenza per il club inglese sarà comunque inferiore al totale dei soldi che avrebbero dovuto a Micki. La Roma con Pastore potrebbe fare la stessa cosa. L'argentino ha ancora tre anni di contratto che, euro più euro meno, vogliono dire 24 milioni lordi. Risparmiarli sarebbe un successo e pure la plusvalenza, cinque-sei-otto milioni, sarebbe ben più che ammortizzata. Dovesse succedere, si dia inizio alle danze.

Tra i giocatori in uscita da Trigoria, oggi come oggi quello più vicino a fare le valigie è Ünder. Se non altro perché per il turco è reale e solida un'offerta arrivata dal Napoli, dove l'esterno offensivo può contare su uno sponsor importante come il direttore sportivo Giuntoli. Il dirigente vuole mettere a disposizione di Guttuso uno tra Ünder e Boga, la decisione dipenderà anche dal prezzo. La Roma per il giocatore vuole incassare almeno 25 milioni di euro, cosa che vorrebbe dire mettere a bilancio una plusvalenza da circa 17 milioni. Un altro che entro qualche settimana potrebbe dire definitivamente addio al club giallorosso è Schick. La Roma al Lipsia ha garantito il giocatore anche per luglio e agosto, quindi la disponibilità pure per le final eight di Champions. Una decisione che può sembrare autolesionistica, ma che in realtà nasconde il fatto che i due club sono tuttora in trattativa per definire il trasferimento definitivo del ceco alla società della Red Bull. Alla fine è molto probabile che l'affare si faccia intorno a quei 25 milioni che la Roma vuole.

C'è poi un Capitano da vendere. Cioè Alessandro Florenzi, ora in prestito secco al Valencia. Di sicuro in Italia piace ad Atalanta e Fiorentina, anche se c'è uno stipendio, circa tre milioni netti a stagione, che non è un problema secondario. La Roma dal giocatore vuole incassare cash, da escludere uno scambio con il portiere Gollini come è circolato negli ultimi giorni (cosa confermata anche da fonti atalantine). Per Kluivert ora è tutto fermo. L'Arsenal prima di qualsiasi altra cosa deve vendere, perché anche i club inglesi hanno la necessità di rimettere in sesto i conti. L'olandese comunque non preoccupa. Il suo procuratore è Raiola e quando di mezzo c'è Mino, una soluzione si trova sempre. Per conferma chiedere a Mkhitaryan.