Gianni Guigou ex centrocampista e Campione d'Italia con la Roma, è intervenuto sulle frequenze di Tele Radio Stereo.  

Ci tenevate a quella Coppa Uefa?
"Certo, sono partite in cui puoi andare avanti. Chi non sogna di vincere una coppa europea? Per un giocatore il campionato è importante, ma arrivare alla fasi finali di Champions ed Europa League sono traguardi importanti".

Segnasti un gol decisivo ad Amburgo
"Sì, anche se ci fu pure uno sbaglio del portiere. Ma fu comunque una bella soddisfazione, la squadra era fortissima in quel momento. Sono bei ricordi".

Tutti parlano bene di te
"Non ho mai avuto problemi con nessuno. Vengo da un paesino dove tutti devono aiutarsi, non solo nel calcio ma proprio nella vita".

Ti ricordi qualcosa in particolare di quel periodo?
"Fu un anno bellissimo, con tante responsabilità e partite dure da giocare. Era uno spogliatoio con tanta allegria, che serve sempre. Quando bisogna allenarsi bisogna fare attenzione, quando si sta con i compagni ci si deve divertire, sennò la pressione è troppo alta e non si riesce a lavorare".

Montella e Capello non andavano d'accordo
"Capello è un allenatore speciale, è normale ci siano diversi punti di vista. C'è chi vuole giocare sempre e quando gioca meno non va d'accordo con l'allenatore. Vincenzo era un esempio per come si allenava".

Che cosa ti resta della stagione dello scudetto?
"Ho sempre ringraziato la Roma per la possibilità di essere arrivato in Europa. Ho avuto la fortuna di vincere lo Scudetto e una Supercoppa Italiana al primo anno, a Roma non è una cosa semplicissima".

Quanto influisce su un giocatore giocare ad Anfield?
"Non uso la parola paura, ma lo stadio fa un certo effetto. Non è stata la partita più bella della Roma. Loro giocano ad altissima intensità, la squadra ha commesso errori e quando sbagli in queste partite la paghi caro. Mi dispiace perché il risultato non esprime la differenza che c'è tra le due squadre. Non è detto che la Roma non riesca a ribaltare il risultato".

Che cosa deve fare Di Francesco per cambiare quanto è successo ad Anfield?
"Sia il mister sia i ragazzi andranno in campo con una grande mentalità. In difesa servirà il modulo con il quale la squadra si trova più a suo agio, non importa se a 3 o a 4. Il mister sa che giocatori ha e che modulo usare per questa partita, e i giocatori sanno che se scendono in campo sereni e danno il massimo possono farcela. Sarà difficile ma non impossibile, il calcio è il calcio".

Ci hai giocato insieme, ti aspettavi che Di Francesco potesse diventare allenatore?
"In quel momento no, era molto più giovane, non pensavo che sarebbe diventato allenatore. Sono sempre in contatto con lui, mio figlio è nato a casa sua. Abbiamo un grandissimo rapporto e gli auguro il meglio".

Il percorso della Roma in questa stagione
"Quando vai avanti in due competizioni, perdi un po' di forza, ma la Roma ha puntato fino alla fine sulla Champions League. Speriamo in un risultato positivo".

In quella Roma c'erano tanti bravi ragazzi
"Io sono sempre stato così nella vita, poi si può giocare di più o di meno, ma nello spogliatoio ci si cresce da bambini e si impara che il calcio è così. Si devono aiutare i compagni, se poi si gioca bene, se non si gioca bisogna allenarsi meglio per farsi trovare pronti quando il mister chiama".