Ventisette presenze in 27 giornate di campionato per Alessio Romagnoli, 27 volte titolare, sempre in campo fino al fischio finale. Con Sabelli del Brescia, suo compagno ai tempi della Roma Primavera, è l'unico giocatore di movimento a non aver saltato un minuto in questa serie A. Venticinque anni, nato ad Anzio, ne aveva dieci quando Bruno Conti lo ha portato nel settore giovanile di Trigoria: 13 presenze e un gol con la prima squadra giallorossa, nonostante fosse tifoso laziale, cosa divenuta di pubblico dominio proprio all'indomani della cessione al club rossonero, che su richiesta di Mihajlovic, che lo aveva allenato nel suo anno di prestito alla Sampdoria, offrì alla Roma 25 milioni di euro. C'era anche una percentuale del 30% sull'eccedenza di una futura cessione, che avrebbe potuto fruttare qualche altro milioncino un anno dopo, visto che il Chelsea di Conte era pronto a offrirne almeno 35: si diceva potessero arrivare a 50, ma il Milan non ha voluto fare plusvalenza con il ragazzo che ora porta la fascia di capitano, solitamente riservata ai talenti cresciuti a Milanello.

Come Gigio Donnarumma, un classe 1999 arrivato a 167 presenze in serie A: un'enormità, contando che Zaniolo, il più talentuoso dei suoi coetanei, ne ha meno di un terzo (45). Quest'anno ne ha giocate 25: il 5 ottobre con il Genoa, ultima partita della gestione Giampaolo, ha lasciato i guanti a Reina, da gennaio all'Aston Villa, scambiato con il 33enne Begovic, che a sua volta ha sostituito l'infortunato Donnarumma II nell'ultima partita e mezza prima del lockdown. Donnarumma I, che il 7 luglio farà 30 anni, e non ha saltato una convocazione per la panchina né l'anno scorso né quest'anno è ancora fermo all'unica presenza in A rimediata il 19 maggio 2013, quando era al Genoa.

Il terzo per minuti giocati è il terzino sinistro, il 22enne francese Theo Hernandez, scuola Atletico Madrid ma acquistato e rivenduto dal Real, colpo più indovinato della scorsa estate, 23 presenze e 5 gol, un paio di pregevole fattura, alternando sinistro e destro. Bene, tra gli acquisti dell'ormai dismesso duo dirigenziale di vecchie glorie Boban-Maldini, il 22enne Bennacer, che fa coppia in mediana con Kessie, titolare fisso ma non certo incedibile. Ha perso terreno Bonaventura, rimasto in panchina 6 volte, in campo per complessivi 872' e a segno 3 volte, come Ibra (in 665'): due senatori della squadra (lo svedese è tornato a gennaio, ma in un ambiente che bene conosceva), entrambi in scadenza a fine anno.