Undici mesi fa l'addio. Il terzo alla Roma. Annunciato e passato un po' in sordina per quello simultaneo, di portata ben più ampia, di Daniele De Rossi. Claudio Ranieri conclude così il suo ultimo passaggio in giallorosso, in una notte di pioggia, lacrime e preghiere, con uno stadio tutto pieno per l'ultima del Sedici. A quel pubblico pieno d'amore per la propria Bandiera, il tecnico di San Saba si inchina e rende omaggio. Ricambiato. Undici mesi dopo il mondo si è capovolto. Non soltanto quello calcistico. La pandemia ha spazzato ogni certezza e il lento ritorno alla normalità prevede un'estate all'insegna del pallone: una gara ogni tre giorni, per concludere il campionato interrotto a marzo.

E si riparte proprio con Ranieri all'Olimpico. Lo stadio in cui aveva sognato di giocare da ragazzino delle giovanili giallorosse, rimanendo però per due anni ai margini della prima squadra, prima di cominciare un lungo giro, nel Sud Italia da calciatore e in mezza Europa da allenatore. Fino al richiamo della casa madre, nel 2009, per rilevare il primo ciclo spallettiano. L'inizio in sordina, seguito da un crescendo miracoloso e da una rimonta epica sull'Inter arraffatutto di Mourinho, culminata nell'incredibile sorpasso. Tanto incredibile da venire stoppato sul più bello proprio in una delle migliori prestazioni. Avversario: la Sampdoria. Il 25 aprile 2010 la Liberazione diventa per una sera oppressione del mainagioismo e a nulla valgono le tre vittorie successive, se non ad acuire i rimpianti. Quel titolo sfiorato pesa come un macigno sulla stagione successiva, che per Ranieri si chiude nella clamorosa sconfitta in rimonta rimediata contro l'altra genovese a Marassi: quei 4 gol incassati che ribaltano il 3-0 iniziale lo spingono alle dimissioni.

Trascorrono altri otto anni prima che le strade del testaccino e della Roma tornino a incrociarsi. La squadra di Di Francesco e allo sbando e "l'aggiustatore" si rende disponibile a sostituirlo. L'inizio è balbettante, ma dopo tre gare senza successi pare rimettersi in carreggiata. Dove, se non a Genova? C'è ancora la Samp nel destino del tecnico, che espugna il Ferraris, toh, con l'ultimo gol romanista di De Rossi. Da allora la Roma non perderà più, pur senza completare la rincorsa all'agognata Champions. Oggi l'obiettivo è lo stesso e il primo ostacolo da superare è proprio Ranieri, che nel frattempo è subentrato in blucerchiato ancora una volta a Difra. Non è arduo indovinare contro chi, un girone fa. Nessuna dichiarazione alla vigilia della sfida alla sua ex squadra, le ultime parole risalgono al post-partita di Milano, una sconfitta che ha confermato quanto ci sarà da sudare in casa doriana per affrancarsi dalla zona calda: «Non siamo preoccupati, sappiamo da dove veniamo, sappiamo che dobbiamo lottare». A Roma tornerà così. Nell'ennesimo singolare incrocio fra carriera e città. Le sue.