Siamo alle firme. Questione di giorni, forse settimane, ma una cosa si può dare per certa: nella prossima stagione la Roma avrà un main sponsor. E vista la lunga astinenza, ci sarà pure il back sponsor, cioè una seconda scritta commerciale sul dietro della maglia, scritta che garantirà meno cash rispetto a quella sul davanti, ma che sommando tutto il cucuzzaro darà a Pallotta quello che voleva Pallotta, una cifra intorno ai dodici milioni di euro, forse più, cifra che potrà diventare anche più sostanziosa grazie a una serie di bonus legati ai risultati. Il forse è d'obbligo perché la riservatezza sulle trattative che stanno andando a dama, è assoluta. Anzi fa proprio parte dell'accordo. Ovvero se dovesse uscire prima del tempo il nome dello sponsor, la clausola prevede l'arrivederci e grazie, niente main, niente cash e buonanotte ai suonatori. Pare che all'interno della Roma siano solo cinque le persone che conoscono il nome della multinazionale che legherà il suo nome al club giallorosso: Pallotta, Baldissoni, Monchi, Danovaro e miss Culligan.

Ma nonostante la doverosa e rispettabile riservatezza, qualcosa sta cominciando a filtrare a proposito del nome che succederà a Wind sul davanti della nostra maglia. E quello che filtra fa ritenere che se la firma ancora non c'è stata è solo perché devono essere definiti alcuni dettagli. Cioè la stesura dei contratti. Per quello che ci risulta, infatti, le parti sono arrivate agli uffici legali. Cioè come scrivere, parola per parola, gli accordi, roba che in questi casi può nascondere un trabocchetto in ogni riga. Soprattutto se la controparte parla una lingua molto diversa, magari orientale. Di certo c'è che siamo all'atto finale. In ogni caso. Perché la Roma non tiene aperta soltanto una strada, ma ha due opzioni. La prima, quella che sembra orientale, al momento ha un vantaggio notevole nei confronti di una concorrenza che arriva dallo stesso paese di Under, ovvero la Turkish airlines.
Con la linea aerea turca, la trattativa è tuttora aperta, anche se i precedenti fanno ritenere che al momento solo un imprevedibile flop della trattativa principale, potrebbe rilanciare le chance dei connazionali del turchetto. Già in passato si era arrivati a un passo dall'accordo, c'è anche chi dice che i contratti fossero stato firmati, per poi bloccarsi nel momento in cui i turchi chiesero alcune correzioni sugli stessi contratti.

In ogni caso, una o l'altra, al momento sembra difficile se non impossibile che la Roma giochi la doppia semifinale Champions con il main sponsor sulla maglia. È una questione di tempi perché una società, una volta trovato l'accordo con uno sponsor, ha l'obbligo di comunicarlo in Lega per avere l'autorizzazione. Un atto formale ma che comunque dopo le firme può far trascorrere qualche altro giorno. Più chiara è la situazione per quel che riguarda il back sponsor. A meno di clamorosi colpi di scena, nel retro della maglia giallorossa ci sarà il marchio automobilistico coreano Hyundai. L'accordo sarebbe stato trovato intorno ai tre milioni e mezzo di euro all'anno. A quanto risultava, il problema prima dell'ufficializzazione, era quello di rescindere il contratto in corso con la Volvo, contratto che prevede un'opzione anche per le prossime due stagioni. Sembra che tutto sia stato risolto. Anche qui, però, il vincolo di riservatezza sta facendo slittare i tempi. La Roma non vuole commettere errori di comunicazione, preferisce aspettare un giorno in più ma fare in modo che quando si dovranno presentare i due sponsor (uno per volta) le attenzioni siano tutte convogliate sulle aziende che legheranno il loro nome alla società. E quindi non è da escludere che tutto slitti a fine stagione. A meno che non si voglia fare una sorpresa in occasione dell'ultima di campionato.