La Roma vince, convince e diverte. La Sud canta, risponde ed esulta. Ordine naturale delle cose di un inusuale sabato pomeriggio che, dalla prossima stagione, diventerà una consuetudine dettata dalle esigenze televisive. Tre punti capaci di far iniziare col sorriso il fine settimana prima di immergersi nei pensieri sulla tortuosa via verso Baku. Si respira un'aria di festa all'Olimpico,complice un primo tempo che sancisce la netta superiorità dell'undici giallorosso. Il pubblico accompagna con calore le giocate. Ma anche nei giorni in cui il sole sembra splendere può palesarsi una piccola nuvola a macchiare il cielo. "Adesso multateci tutti" lo striscione che campeggia nella parte bassa della Curva. Un messaggio chiaro per ricordare quanto le problematiche che hanno accompagnato gli ultimi anni del tifo non siano state risolte del tutto. A oggi, infatti, continuano a piovere multe da 167 euro per i ragazzi che, come i loro padri e i nonni prima dei padri, son soliti ergersi sopra la balaustra per coordinare a mo' di direttori le migliaia di voci di questa orchestra. E allora "se cantare e avere una passione deve essere sottoposto ad una sanzione", per usare le parole del comunicato diramato, non stupisca il fatto che decine di ragazzi hanno deciso di correre il rischio di incappare in possibili punizioni. Eppure, nonostante tutto,la Sud ha incitato e abbracciato la Roma, sostenendola con impeto nella prima frazione prima di esplodere in diciassette minuti di tifo incessante. Complice il neonato coro che ha accompagnato l'inizio della ripresa, cantato a squarciagola fino al sessantesimo minuto. "Voglio solo star con te, voglio vincere e cantar per te": quel cantar che è così naturale, spontaneo e bello da non poter essere passibile di sanzione.