Un'incoronazione inaspettata, arrivata in una notte di quarantena, su un social network molto caro ai calciatori e agli sportivi. Totti punta sull'Ünder, quello della Roma, il piccolo Gengo, come lo chiamano a Trigoria. Succede che Bobo Vieri, nuova "star" delle dirette su Instagram (50.000 persone collegate a mezzanotte inoltrata per seguire il live, niente male) fa all'amico Francesco Totti: «A me piace Ander (Ünder, ndr)...». «Allora ci capisci di calcio - ribatte subito Totti -. Se ne parla pochissimo. Ma è forte fisicamente, è furbo e poi è turco... È bello cattivo. Ha un "tigna", Ünder è un top: se lui capirà un po' di cose diventerà forte forte». Potenzialità enorme, ma ancora, complice qualche intoppo fisico di troppo, non lo abbiamo visto a dovere. Dopo i primi quattro mesi da oggetto misterioso dopo che Sabatini prima e Monchi poi l'avevano adocchiato (e poi il ds spagnolo lo prese nel giorno del suo compleanno nel 2017), l'esplosione a Verona sotto l'egida di Di Francesco, che lo considerava ideale per la sua fascia destra da piedi invertiti e un finale di stagione da talento indiscusso, da protagonista in Italia e in Champions: «È un giocatore che non si è espresso ai massimi livelli - aggiunge Totti -. E poi devi vedere anche come calcia da fermo, ha un tiro tipo Recoba». E scusate se è poco.

L'avventura di Cengiz in giallorosso, tra l'altro, nasce con Totti dirigente della Roma: «Quando sono arrivato - ha raccontato in passato il turchetto - la squadra era in tour negli Usa e io sono rimasto a Roma, perché non avevo il visto. Stavo per fare il mio primo allenamento e Monchi mi ha chiesto di andare nello spogliatoio, sono uscito dalla doccia, mi hanno detto che dovevo incontrare una persona. Sono andato ed era Totti, ero molto emozionato. Gli ho chiesto di fare una foto insieme, come un fan che incontra un suo idolo, Francesco è una leggenda, un'ispirazione. Totti è un'altra cosa, lui rappresenta qualcosa di più del calcio. Il suo nome è sinonimo di Roma. E Francesco mi disse: "Ho fiducia in te, altrimenti non saresti qui". Prima di venire qui ho visto almeno dieci volte l'addio di Francesco. Io voglio essere come lui e spero di diventare una grande leggenda proprio come lui».
Deve ancora esprimersi, però, perché nell'annata disgraziata dell'avvicendamento Di Francesco-Ranieri tra infortuni e prestazioni opache si era perso, mettendo a tacere suo malgrado anche tutte le voci di possibili offerte monstre da parte di diversi club europei (Bayern Monaco su tutti). Riprendersi con la Roma per tornare alla ribalta, qualcosa che in questa stagione interrotta anzitempo per il Coronavirus ancora non gli è riuscito, ancora una volta anche per problemi fisici, cosa che ha fatto vacillare un po' la fiducia del nuovo tecnico Fonseca, che l'ha scelto 12 volte da titolare su 20 presenze. Qualcuno lo mette nella lista dei sacrificabili se la Roma dovesse aver bisogno di cedere giocatori che abbiano mercato, certamente un'investitura del genere da parte di un certo Totti può solo far bene.

Lo storico Capitano della Roma parla ormai da talent scout e in diretta con Vieri torna a soffermarsi nuovamente su un prospetto del nostro calcio appetito da più parti, Sandro Tonali. Un vero pupillo del numero Dieci che già nei giorni scorsi sempre in una diretta Instagram con il popolare volto del piccolo schermo Paolo Bonolis lo aveva accostato niente meno che al suo amico Daniele De Rossi: «Cerco di trovare giovani forti e promettenti - ha spiegato Totti all'ex attaccante azzurro -. Tonali è il più forte di tutti in quel ruolo. Penso andrà via dal Brescia, ma dipenderà anche da questo mercato Cercherò di prenderlo assolutamente. Se è anche sveglio viene subito (ha detto, tra il serio e il faceto, ndr)». E chissà come l'avrà presa l'entourage del classe 2000 di Lodi. Infine una mezza rivelazione di quello che sta diventando il nuovo lavoro di Francesco: «Adesso sto trattando un giocatore argentino, una mezza punta forte forte. È devastante»