L'esterno di proprietà della Roma Alessandro Florenzi, in prestito al Valencia, ha rilasciato un'intervista sul canale YouTube del comunicatore Marco Montemagno. Queste le sue parole:

Che differenze hai trovato tra il calcio italiano e quello spagnolo?
"Sembra più aperto come calcio, sicuramente meno tattico. Le squadre sono molto propense all'attacco. Io ho vissuto in una città dove il calcio è parte integrante. La passione che c'è per il calcio a Roma c'è a Buenos Aires, al Boca Juniors. Ho trovato meno passione e un po' più di libertà qui".

Alimentazione e tecnologie utilizzate, che differenze hai notato tra Italia e Spagna?
"Praticamente uguali. L'unica cosa che ho constatato è che qui hanno dei campi fantastici. È una cosa che a Roma avevamo detto, che alcuni campi dove ci allenavamo non erano adeguati. Ora hanno iniziato dei lavori e stanno sicuramente migliorando la situazione".

Come ti stai allenando?
"Il mio workout, ovvero il tempo con le mie figlie, parte alle 8 di mattina e finisce alle 11 di sera, poi mi rilasso allenandomi. Ho avuto la varicella, la società mi ha messo a disposizione una bike che ora utilizzo in quarantena. Ora potrei fare il Tour de France per quanto mi sono allenato. Con la bike non sollecito il ginocchio ed è una cosa positiva per me. Io ieri sono andato a correre per la prima volta dopo quarantacinque giorni, ieri sera non mi muovevo praticamente dopo aver fatto quarantacinque giorni di bici. Oggi sto a pezzi"

Cosa si dice nell'ambiente rispetto ad una riapertura?
"Sto cercando di capire se in Italia sono troppo prudenti o in Spagna sono troppo andanti. Oggi qui sono aperti i parrucchieri, in Italia aprono il primo di giugno. Qui sono aperti i ristoranti e in Italia non si sa quando riapriranno. Si sta cercando di fare simil-Germania, dove sono parecchio avanti. Apriranno i cinema con il 30% di disponibilità di posti. Calcisticamente parlando siamo molto simili invece. Quando saranno diminuiti i contagi in tutta la Spagna si ripartirà a porte chiuse con il calcio".

Eri davvero vicino all'Inter?
"L'ho già detto, ho rifiutato l'Inter quando ho rinnovato il contratto con la Roma. C'era un'offerta importante da parte dell'Inter, ma per varie situazioni e seguendo quello che mi diceva il cuore ho deciso di rimanere a Roma".

Cosa si prova a segnare un gol da metà campo?
"Sembra un gol da film. Ieri mi hanno fatto notare che hanno fatto un'equazione con quel gol. Me l'ha segnalato mia moglie. Ho visto Edin che faceva un taglio e i due difensori lo hanno seguito. Quindi ho pensato che se gliel'avessi passata avrei perso la palla. Ho visto Ter Stegen fuori dai pali e ho pensato "Ci provo". L'istinto mi ha detto questo. Poi ho visto che la traiettoria era giusta, ma la vedevo dritta nel palo. La corsa del portiere mi ha fatto capire che la palla stava per entrare. Ho pensato "Vuoi vedere che ci siamo?". Poi palo, gol e "Oddio!". Ho visto tutti i miei compagni che mi venivano addosso ed è una cosa che non scorderò mai nella mia vita".

Qual è il tuo pensiero su Fonseca?
"È ed è stato una persona importante per me. È stato un allenatore vero, che dice quello che pensa. Abbiamo provato a fare un percorso e mi ha detto quelle che erano le sue sensazioni su di me. A giugno faremo lo stesso, sarà chiaro come lo è stato a gennaio. Uomo e persona top".

Qual è stato il boato più forte che hai mai sentito nella tua vita?
Credo sia stato quello alla fine di Roma-Barcellona 3-0.

Com'è giocare contro Messi o Ronaldo?
"All'inizio era diverso. La prima volta che ci giochi è molto diverso rispetto alla seconda, alla terza o alla quarta. La prima volta li guardi con sospetto e ti chiedi: "Vieni da un altro pianeta?". Poi capisci che sono umani anche loro, che possono sbagliare. Per come la vedo io Ronaldo è insieme a Messi per quello che ha fatto nella sua carriera, per come ha lavorato e come è stato attento ai dettagli. Messi ha il dono".

Totti come lo paragoni?
"È un campione, non ci sono altre parole. Messi per me fa un altro sport, Maradona faceva un altro sport. Francesco ha gli occhi di dietro, lui sapeva già cosa succedeva alle sue spalle. Alle volte Totti sbagliava la giocata perché aveva il pensiero di due giocate davanti agli altri. Quando ti metti nel suo pensiero capisci che non ce n'è per gli altri perché lui era due passaggi avanti".