Il giorno dopo è stato un giorno come un altro nel quartier generale di Trigoria. Il rientro del charter che ha riportato a Roma la numerosissima comitiva giallorossa (quasi cento unità tra squadra, staff, dirigenti, mediacenter e settore marketing in blocco) è avvenuto con qualche quarto d'ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia, così nessuno è arrivato a casa prima delle 4 di notte. Poca voglia di dormire, molte analisi su ciò che a Barcellona era appena accaduto, tra gli errori della squadra e quelli dell'arbitro (ma nessun atto né ufficiale, né ufficioso è stato portato avanti con i dirigenti Uefa o con i vertici arbitrali da parte della società), tra i rimorsi e i rimpianti. La qualificazione è probabilmente andata, ma nessuno ha voglia di alzare bandiera bianca prima del triplice fischio della gara di ritorno in programma martedì. Prima, in ogni caso, c'è da pensare alla Fiorentina e la squadra ieri pomeriggio era di nuovo in palestra e poi in campo.

Oggi alle 14,30 parlerà Di Francesco, i dirigenti invece attendono l'arrivo di Pallotta, fermato all'ultimo momento (ecco perché l'incertezza fino a martedì) da una febbre che l'ha messo ko e gli ha impedito di essere in tribuna con gli altri al Camp Nou, al fianco del presidente Bartomeu che invece è stato felice di stringere la mano a Francesco Totti, sempre più l'ambasciatore di questa squadra. Il ruolo che l'ex capitano si è ritagliato lo soddisfa pienamente: se un giocatore ha un problema di minima natura, il suo interlocutore naturale è Morgan De Sanctis, ex portiere e da quest'anno team manager. Se il problema è di natura più evidente, è Francesco ad entrare in azione, con il costante supporto di Di Francesco per ogni questione che riguardi il campo e di Monchi per le cose a più ampio spettro.

Nel tempo si è consolidato anche il rapporto con Mauro Baldissoni, l'unico dirigente giallorosso sempre presente dal primo giorno della gestione americana, prima con Di Benedetto, poi con Pallotta. Francesco sembra perfettamente integrato nei quadri dirigenziali e anche l'altra sera, nella cena organizzata con gli inviati italiani a Barcellona, esprimeva la sua piena soddisfazione. Gandini, Fienga e Danovaro si stanno invece occupando delle trattative da portare avanti su almeno tre tavoli con le aziende interessate a legare il proprio nome alla Roma come main sponsor, un affare da almeno una dozzina di milioni l'anno che, se concluso per tempo, porterà a premiare la politica societaria di non aver accettato offerte più basse per tener alto il valore della sponsorizzazione.

Monchi invece continua a lavorare per il futuro della squadra: ieri a Trigoria ha incontrato tra l'altro Mino Raiola per un ulteriore incontro (il terzo) sul futuro di Luca Pellegrini, il terzino da poco riportato in prima squadra dopo il duplice infortunio che lo ha tenuto lontano dal campo per quasi l'intera stagione. Il contratto del ragazzo sarà rinnovato, con piena e reciproca soddisfazione, ma non è ancora tempo per l'annuncio ufficiale. In fondo ieri è stato un giorno come un altro.