Diego Perotti e Federico Fazio, si sono conosciuti 10 anni fa, quando giocavano nel Siviglia. Ora sono compagni di squadra nella Roma e nella nazionale argentina. Mercoledì 4 aprile alle ore 20:45 giocheranno i quarti di finale di Champions League contro il Barcellona del loro connazionale Leo Messi. Queste le loro dichiarazioni a Marca:

Perotti

"Sono arrivato nel 2007 a Siviglia e Federico era già da 6 mesi in prima squadra. Siamo diventati subito amici. Da allora siamo compagni di stanza a Siviglia, Roma e con l'Argentina. Fazio ha avuto più continuità in nazionale, io sono mancato per sei anni fino a quando Jorge Sampaoli non mi ha chiamato, lo scorso novembre. Sono anche consapevole della qualità dei giocatori del mio paese, ma conoscevo anche la vetrina che poteva offrire la Roma, ora che siamo in Champions. Mi alleno e lavoro con la speranza di esserci, ma se non faccio bene con la mia squadra non posso attirare l'attenzione di nessuno". Perotti ha poi parlato del suo percorso di crescita: "Il passaggio da Genova a Roma mi ha fatto migliorare perché sono diventato più forte grazie ai nuovi compagni di squadra, a volte succede il contrario e non riesci ad adattarti perché il livello è molto alto,  in Argentina e con la Roma è molto difficile che le tue qualità non si valorizzino". Alla domanda se preferisce che Messi stia in campo mercoledì contro la Roma, Perotti non ha dubbi: "Sì, certo. Lo vogliamo tutti. Siamo in Champions League e vogliamo affrontarli al meglio. Se avessimo dovuto scegliere avremmo giocato l'Europa League. Il Barcellona è 'il rivale più difficile. Anche il Real Madrid non ha fatto un buon campionato, ma in Champions League è diverso: tra i due ci sarà il vincitore di questa edizione. Il Barca ha l'obbligo di vincere, e speriamo di continuare nella competizione. Per noi è la prima volta ai quarti di finale di Champions League, e contro i migliori. L'intensità e la voglia devono essere al di sopra di tutto".

Fazio

"Nella squadra nazionale abbiamo un sistema che mi piace. Dobbiamo fare pressione, recuperare velocemente, giocare con la  squadra alta e corta. È molto simile a quello che facciamo a Roma, e ciò rende le cose più semplici. Non c'è bisogno di degli attaccanti dell'Argentina, la loro forza non ci mette sotto pressione, lo sappiamo. Siamo pronti a raggiungere l'obiettivo, l'importante è che difendiamo tutti bene, non solo i migliori. Messi? Nel sistema di Sampaoli ci viene chiesto di non dipendere da lui, ma è inevitabile perché è il migliore del mondo. Leo, dopo tutto, squilibra il gioco quando tocca la palla e quando no, è il migliore al mondo da anni". Sulla sfida della Roma contro il Barcellona ha aggiunto: "Abbiamo poche possibilità di lottare per lo scudetto, ma abbiamo giocato per entrare tra le prime quattro e per essere in Champions l'anno prossimo. Non dobbiamo trascurare il campionato, ma vogliamo fare la storia. Se Preferisco Messi in campo in Champions? Voglio giocare un quarto di finale contro Messi al Camp Nou. Vogliamo che siano tutti lì".