Vuoi vedere che, per una volta, dovremo ringraziare la sosta per le nazionali? Dopo aver toccato tutto il ferro che ci circonda e non dimenticando che ci sono tutta un'altra serie di amichevoli ancora da seguire con una certa apprensione, proviamo a sostenere il nostro ottimismo con un nome e cognome: Patrik Schick. Cioè il giocatore del mistero che, fin qui, non è riuscito, soprattutto per motivi fisici che spesso e poco volentieri lo hanno frenato, a dare alla Roma quello che la Roma si aspettava dal calciatore costato di più nella storia del club giallorosso. Il ceco, ieri, ha mandato segnali dal lontano oriente con un gol e un assist realizzati con la maglia della sua nazionale.

Panchina iniziale

Siamo in Cina. Dove, ieri, si sono giocate le finali di un'improbabile China Cup, roba che programmarla nel mezzo dei campionati è da lettino dello psicanalista. Quella, di finale, per il terzo e quarto posto vedeva in campo la Repubblica Ceca del nostro opposta ai padroni di casa allenati da Marcello Lippi. E, a dirla tutta, non è che fosse cominciata nel migliore dei modi (o viceversa, dipende dai punti di vista) in chiave romanista visto che il ct ceco Karel Jarolim aveva messo in panchina Schick che, invece, aveva giocato tutti i novanta minuti della semifinale con l'Uruguay (persa 2-0, gol di Suarez e Cavani). Una bocciatura? Neanche per idea, ma solo una logica rotazione di tutti i convocati con l'obiettivo di non sovraccaricare di fatica i giocatori che poi vengono pagati dai rispettivi club. In panchina Schick c'è rimasto per tutto il primo tempo con gli uomini di Lippi che lo chiudevano in vantaggio di un gol.

Risposta importante

Jarolim nella ripresa ha mandato in campo l'attaccante giallorosso e la risposta è stata di quelle importanti, pur considerando il valore non proprio altissimo dell'avversario, una Cina con cui Lippi dovrà fare un miracolo per centrare la qualificazione ai mondiali del 2022.
L'ingresso di Schick ha ribaltato la partita: tre gol in quattro minuti, quello del due a uno realizzato dal romanista, un facile tap-in su un tiro ribattuto di un compagno. L'attaccante è stato protagonista anche nell'azione del tre a uno con un tiro-cross respinto dal portiere cinese e ribadito in porta da un compagno. Dopo c'è stato spazio anche per la quaterna ceca, ma questo a noi può pure interessare poco. Quello che ci interessa è che il ragazzo arrivato dalla Sampdoria al termine di un'estate da non augurare neppure al peggior nemico, da queste prestazioni con la sua nazionale possa ritornare a Trigoria con un morale migliorato e, soprattutto, con una ritrovata fiducia nelle sue qualità in vista di un finale di stagione in cui Di Francesco avrà bisogno di tutti i giocatori a sua disposizione. In particolare nei ventitrè giorni successivi alla ripresa del campionato quando la Roma dovrà affrontare sette partite in pochi più di tre settimane, sette partite che decideranno l'Europa di quest'anno e quella del prossimo.

Una chanches a Bologna

Chissà che già a Bologna, sabato prossimo, ore dodici e trenta, il ragazzo ceco non trovi spazio, magari nel corso della partita, anche per dare un po' di riposo a Dzeko che fin qui in pratica le ha giocate tutte (e pure il bosniaco in questi giorni è stato impegnato con la sua nazionale). E non è neppure da escludere che Di Francesco non decida di riproporre l'accoppiata dei due attaccanti insieme, esperimento che fin qui non è stato un successo ma sul quale il tecnico è convinto che possa funzionare dopo averci lavorato con un po' più di tempo.
Schick in giornata ripartirà dalla Cina e domani è previsto il suo rientro a Trigoria. In pratica con tutti gli altri nazionali, ad eccezione di Strootman che farà il suo rientro a Roma già nella giornata di oggi. Da domani si comincerà a preparare la partita di Bologna, con il primario obiettivo di non pensare troppo alla sfida con il Barcellona.