AS Roma

Il (ri)lancio del Piso col metodo Gasp

Niccolò ha saputo attendere il suo momento. Dopo tanta panchina, oggi è fra i più proficui dell’intera rosa

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
04 Marzo 2026 - 06:00

Se davvero la pazienza è la virtù dei forti, alle doti mostrate in campo da Niccolò Pisilli bisogna aggiungerne un’altra. La sua prima parte di stagione, trascorsa molto più in panchina che in campo, avrebbe fiaccato anche gli spiriti più tenaci. Soprattutto perché seguita all’anno di definitiva consacrazione, fra prestazioni, rinnovo di contratto e approdo in Nazionale. Appena 63 minuti in campionato e 155 in Europa da agosto a fine 2025, con quattro presenze in ognuna delle competizioni, una sola da titolare (a Glasgow contro il Celtic).

 
La lunga attesa di un turno che sembrava non arrivare mai avrebbe logorato più o meno tutti. Non Piso, come lo chiamano a Trigoria. Frustrato magari, ma senza una sola parola fuori posto. Serio, educato, professionale, timido, proprio come appare in pubblico. Ma non per questo privo di ambizioni. Tutt’altro: il calcio rimane la sua passione primaria come da ragazzino, anche oggi che ne ha fatto una professione, coltivata per tanti anni accanto al fratello Mattia, giocatore come lui ma arrivato in categorie differenti. Le doti di Niccolò sono esplose invece a ogni livello: dalla Primavera alla prima squadra,  fino alla maglia azzurra. Anche quando dopo aver conquistato quella maggiore è tornato a indossare quella dell’Under 21, con cui ha vissuto un autunno in controtendenza rispetto a quanto avveniva nel Club: protagonista assoluto e autore di ben quattro gol. Nessun salto all’indietro, soltanto tanta fame. Ma per alimentarla, va da sé, bisogna giocare.

Immediato, quasi logico, immaginare una sua partenza nella sessione invernale di mercato. Le pretendenti non sarebbero mancate, a partire dal Genoa (ma anche il Cagliari e diverse altre squadre fra Serie A e Bundesliga). De Rossi non ha mai fatto mistero della sua predilezione per Niccolò, tanto da affidargli una maglia da titolare nella tana della Juventus già alla seconda giornata del 2024-25. Una stagione terminata inopinatamente poco dopo l’alba per DDR, ma proseguita con 41 gettoni complessivi per Pisilli. Le lusinghe certo non hanno lasciato indifferente il ragazzo, per la fiducia già ricevuta e per l’altissima considerazione nutrita nei confronti della Bandiera romanista. Ma la possibilità di ricalcarne le orme, restando più a lungo possibile nella squadra di cui è tifoso, è stata più forte

Eppure da sola non sarebbe bastata. Serviva la fiducia di un tecnico che in estate sembrava fatto apposta per esaltarne le caratteristiche di centrocampista dinamico e verticale, col vizio del gol. Ha saputo attendere Niccolò. Non senza brama di campo, ma con educazione e compostezza, anche grazie a una famiglia sempre presente. Proprio come al debutto fra i “grandi” lanciato da Mou e supportato da Bove (cui è rimasto legatissimo) nell’inserimento dentro lo spogliatoio. Ha saputo attendere e Gasperini lo ha ripagato. Dopo le briciole di inizio stagione, i numeri aggiornati raccontano che da inizio 2026 i minuti accumulati sono diventati 744 (962 totali), le presenze da titolare (altre) sette, le reti tre. Una netta inversione di tendenza, a suon di prestazioni altisonanti e certificata dopo quella super con la Juve anche da Gasp: «È stato strepitoso, sotto tutti gli aspetti». Proprio quello che rischia di essere il suo primo allenatore per un’intera stagione ne ha bloccato la cessione al Genoa quando sembrava cosa fatta. Scelta o necessità per la partenza di El Aynaoui in Coppa d’Africa, poco importa ora. Conta che Piso sia rimasto e che sia una risorsa vera, importante, tale da aver catturato le attenzioni di Gattuso in prospettiva spareggi (e quindi eventuali Mondiali, in caso di qualificazione). Non un’ossessione, ma una prospettiva allettante. Soprattutto considerata la partenza, a dir poco in sordina.

Oggi Pisilli è un giocatore ritrovato in primo luogo per la Roma. In grado però anche di catturare gli interessi commerciali di una multinazionale in crescita costante: Skechers lo ha scelto come unico testimonial italiano in attività, accanto a giocatori del calibro di Harry Kane. E tanto per dare un peso alla partnership, l’azienda americana è attualmente la terza al mondo per produzione di scarpe sportive. Il mondo di Niccolò si è capovolto. In soli due mesi.

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