Il direttore operativo della Roma Francesco Calvo ha rilasciato alcune dichiarazioni al portale argentino Olè. Queste le sue parole.

Come sta vivendo l'emergenza in Italia?
"Personalmente la sto vivendo normalmente, chiuso a casa nel nord Italia, perché non posso rientrare a Roma. L'Italia la sta vivendo con difficoltà perché la situazione al nord è complicata. Tutto il paese è bloccato, la gente è costretta a restare chiusa a casa. In questo momento il calcio ovviamente non è la priorità del paese e della gente. Noi stiamo lavorando molto, quasi più del normale. Stiamo studiando le alternative per terminare il campionato e, dall'altro lato, per quantificare l'impatto economico che questa situazione avrà sul mondo del calcio. Poi ci sono tutte le iniziative che stiamo facendo".

Da dove nascono le idee per aiutare la gente?
"Le idee nascono da questo stato di necessità. Pensiamo che la relazione che il club ha con i tifosi e con la città e unica, molto forte. Non sono tanti i club che hanno una relazione così e questa importanza nella vita sociale della città. Sentiamo dall'inizio il bisogno di aiutare la gente. Sappiamo di non poter risolvere tutti i problemi della gente, però possiamo fare la nostra piccola parte. Abbiamo quasi convertito l'area marketing per farla collaborare con la fondazione Roma Cares. Abbiamo fatto diverse iniziative e ne abbiamo altre in cantiere per i bambini e i giovani. Stiamo cercando di restare vicino alla gente. Vogliamo dimostrare che la Roma è un club diverso, che pensa ai suoi tifosi".

Si parla di Roma non per il calcio, ma per gli aiuti che dà alla gente che ha bisogno. Che effetto le fa?
"Siamo orgogliosi del lavoro che stiamo facendo, vogliamo far parlare le azioni più che le parole. Tutti quelli che lavorano nel club si sentono molto orgogliosi, sono tutti coinvolti nel pensare iniziative e proporle".

Che pensa del fatto che i giocatori taglieranno i propri salari per aiutare il club?
"Non è un tema facile. In tutto il mondo si sta dando molta responsabilità ai giocatori. I dirigenti in generale e i giocatori, sono gli attori principali. Qualcuno ha cominciato prima. Noi stiamo lavorando insieme alla Lega e con i nostri giocatori per capire qual è la soluzione migliore. Nessuno ha dubbi su quello che va fatto, è solo una questione di sincronizzazione per trovare una soluzione che ci conduca al finale di stagione. Non sappiamo se il campionato ripartirà, questo avrà un impatto diverso sui giocatori e sulle entrate del club".

L'appoggio che la Roma dà alle persone vale più di uno scudetto?
"Per i tifosi lo scudetto è speciale. E' la massima soddisfazione per un tifoso. In questo momento il calcio non è prioritario. Per noi aiutare la gente è una soddisfazione grande. Non possiamo pensare solo alla parte sportiva, dobbiamo gestire l'emergenza e aiutare la gente".